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Elena Santarelli parla di suo figlio che da 2 anni ha un tumore al cervello

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Elena Santarelli

Elena Santarelli  rilascia una piccola intervista in cui parla delle condizioni di salute del piccolo, a due anni dalla diagnosi di tumore al cervello.

Elena è una showgirl italiana, molto apprezzata, che ha sposato nel 2014 il bel calciatore Bernardo Corradi e da cui ha avuto due bimbi, Giacomo e Greta.

Due anni fa una delle notizie peggiori che una madre possa ricevere, il figlio più grande non stava bene e la diagnosi era tumore cerebrale maligno.

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Elena Santarelli: “Come vi avevo promesso ho condiviso con voi questa notizia appena l’ho saputo”

Dopo la diagnosi Elena Santarelli e la sua famiglia si sono chiusi nel più completo riserbo, facendo scudo intorno al figlio Giacomo.

I giornali non si sono risparmiati, in molti hanno criticato ogni singolo passo fatto da questa madre che stava affrontando una sfida difficilissima.

L’hanno criticata perché non ha più mostrato il figlio, “cos’è, ti vergogni di lui?”; l’hanno criticata perché dopo i primi mesi ha ripreso a lavorare: “lasci tuo figlio da solo?”

Le accuse sono state le più disparate e fantasiose, sono arrivati perfino a criticarla perché si presentava truccata in pubblico.

Elena è sempre stata ferma e convinta e spesso ha lasciato ai social la propria replica. In uno dei suoi post: “noi ci amiamo e siamo sereni”.

In questi ultimi mesi ha preso forma il progetto Heal, il quale s’impegna a sostenere il lavoro di medici, infermieri e biologi che quotidianamente operano nella cura e nella ricerca nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica.

La Santarelli, suo malgrado, ha dato una buona cassa di risonanza a questo progetto, coinvolgendo altri colleghi, come ad esempio Paolo Bonolis.

Anche Fedez ha deciso di donare metà dei proventi del suo nuovo libro “Quando sarai grande” a questa associazione.

Ieri è finalmente arrivata la notizia più bella del mondo, Giacomo, il figlio di Elena Santarelli, è in follow up. Ha cioè finito le terapie e vinto la sua battaglia. La felicità per questa notizia è immensa! Buona vita Giacomo!

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Quando vi ho resi partecipi del problema che ci ha colpiti ho anche promesso che quando sarebbe arrivata la tanto attesa comunicazione della fine delle cure l'avrei condivisa con tutti voi. Ecco quel giorno è arrivato: Giacomo finalmente è in “follow up"! Pochi giorni fa ha fatto la sua ultima terapia e i vari controlli hanno dimostrato che il nostro bellissimo bambino ha vinto questa battaglia. Oggi voglio testimoniare una storia a lieto fine per dare speranza a tante famiglie che ancora lottano o che si troveranno a lottare. Giacomo ha vinto la sua battaglia su un tumore cerebrale maligno e solo ora voglio condividere questo particolare, sperando possa infondere positività a molte famiglie, ma ricordando che ogni bambino ha la sua storia e il suo percorso. Quando si affronta un percorso così a volte non respiri dopo aver sentito altre storie. Il mio consiglio è quello di vivere la propria storia senza fare troppi confronti, affidandosi ai medici che hanno in cura in nostri bambini. Ci sono tante persone da ringraziare, iniziando dalla dottoressa Angela Mastronuzzi che con umanità e professionalità ci ha accompagnati in tutti questi mesi facendoci sentire meno soli (vorrei dirti molte più cose ma non mi basta un post). Vorrei ringraziare tutta l'equipe di neuro-oncologia e in particolare la dottoressa Antonella Cacchione che ci ha seguiti nel percorso in Day Hospital con amore e sensibilità e le dottoresse del reparto (Francesca del Bufalo e Iside Alessi). La mia gratitudine va anche alla caposala del reparto di neuro-oncologia, Adele Ripà e a tutti i suoi splendidi infermieri che non ho mai visto seduti, sempre pronti a scattare e a prestare aiuto con il sorriso così come alla caposala del Day Hospital Elsa Bianchini e alle sue infermiere che con molta pazienza ogni giorno stanno dietro ad una media di 100/130 pazienti al giorno. Un grazie va alla dottoressa Evelina Miele che mediante il profilo di metilazione eseguito all'Ospedale Bambino Gesù, ha aiutato i patologi a classificare il raro tumore che ha colpito Giacomo. Il mio grazie va anche al reparto di neurochirurgia, al primario dottor Carlo Efisio Marras, al dottor Andrea Carai ..segue altro post

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