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Elezioni USA, Giuliani: «Ha votato pure il nonno di Will Smith. Ma è morto»

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Elezioni USA Rudolph Giuliani

Le elezioni USA stanno regalando di giorno in giorno nuovi colpi di scena: Rudolph Giuliani, il legale del presidente Trump, interviene sulla questione. 

L’11 novembre, durante la trasmissione “Good Day New York” di Fox, le presentatrici hanno intervistato l’ex sindaco della Big Apple.

L’intervista inizia con la domanda fondamentale, ovvero dove sarebbero le prove dei brogli elettorali che Donald Trump denuncia.

Giuliani va dritto al sodo: “Sabato scorso si è tenuta una conferenza stampa che nessuno, a parte le emittenti locali, ha trasmesso: abbiamo rivelato quattro testimoni, ma ve ne sono 50”.

Il legale precisa che sono tutti ispettori che stavano monitorando i seggi a Philadelphia: “Dovevano controllare le schede, ma sono stati tenuti a oltre 20 piedi (6 metri) di distanza”.

“Sono quindi andati al Tribunale e il giudice ha imposto che fosse loro consentito di avvicinarsi, ma gli sceriffi si sono rifiutati di farlo e hanno minacciato di arrestarli”.

Queste e altre testimonianze documentate saranno presenti nella denuncia: “Vi sono 70 testimoni e un filmato, a dimostrazione che 350.000 schede a Philadelphia devono essere scartate poiché illegali. Hanno buttato via anche le buste”.

Giuliani sottolinea molto bene questo fatto: “Nel momento in cui scarti la busta e non c’è nessuno che controlla, è una votazione illegale”.

Rudolph Giuliani: “La stampa dovrebbe smetterla di dire che non ci sono prove”

La giornalista cerca di interrompere l’ex sindaco, ma lui prosegue: “Tu puoi anche non credere alle prove, ma non puoi decidere ciò che deve fare il giudice. Le prove di una frode elettorale ci sono tutte“.

Questo è un chiaro attacco contro il mainstream, che ha dichiarato Joe Biden nuovo presidente senza però aver atteso gli esiti delle indagini.

Giuliani precisa che vi sono anche centinaia di schede retrodatate, cioè arrivate oltre la data consentita, ossia il 3 novembre.

“È stato chiesto alle persone di retrodatarle, abbiamo le testimonianze. Inoltre finora abbiamo scoperto circa 50 persone morte che risultano aver votato”.

Invece di commentare queste dichiarazioni, la giornalista cerca di cambiare argomento: “Chi paga le azioni legali?”.

“Il Comitato Nazionale Repubblicano, quindi non i contribuenti americani, e voi dovreste davvero smetterla di dire che non ci sono prove”, risponde Giuliani.

L’intervista prosegue: vi sono evidenze di ulteriori brogli in altri Stati per queste elezioni USA e il prossimo in cui si recherà il legale è il Michigan.

La giornalista interrompe le dichiarazioni di Giuliani per sottolineare che non sono solo i media a dire che non vi sono prove. “Il consigliere di Trump, Chris Christie, afferma che non seguirà ciecamente il presidente perché servono prove in merito”.

“Chi dice così sbaglia. Non li chiamo idioti, vi sto dicendo che però non sono informati”, ribatte senza indugi l’avvocato.

Elezioni USA: “Hanno fatto votare anche i morti!”

Il famoso ex sindaco di New York non ha dubbi: “Abbiamo migliaia di testimoni che hanno già fatto dichiarazioni giurate, per questa causa sono 70, ma ne abbiamo altri 200 in Nevada e 200 nel Michigan”.

Alla domanda di quanto durerà quest’azione legale, Rudolph Giuliani risponde: “Appena il giudice fisserà una data. A Philadelphia vi sono oltre 50 persone pronte a testimoniare”.

La cosa che ha destato più sconcerto è sicuramente la questione relativa ai nomi di persone decedute fra gli elettori.

“Abbiamo trovato oltre 100 nomi di persone morte nelle liste elettorali di diversi stati, ma non è la prima volta che succede a Philadelphia”.

Fra questi nomi vi sarebbe anche quello del nonno dell’attore Will Smith. Quando le giornaliste cercano di mostrare le loro perplessità in merito, l’avvocato è lapidario.

“Puoi non essere d’accordo quanto vuoi, ma la realtà è che hanno votato i morti. Inoltre più di 300.000 schede sono state contate in segreto dai democratici”.

L’ultima domanda delle giornaliste riguarda la first lady: “È vero che Melania ha suggerito al presidente di cominciare a pensare di concedere la vittoria?”

“Non ho nessuna notizia in merito e ho seri dubbi al riguardo. Il motivo per cui sono qui è ottenere un po’ di copertura mediatica per ciò che finora è stato censurato, visto che per tutto il fine settimana abbiamo presentato prove della frode di cui nessuno ha parlato”.

Di sicuro si prevedono settimane molto intense dopo queste elezioni in USA e, alla luce dei fatti presentati dal team legale di Trump, la nomina del nuovo presidente è ancora incerta.