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In Emilia Romagna la sinistra deve vincere: è un ordine

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emilia romagna

Non sapendo più dove andare a pescare, la sinistra ha gettato l’amo in un mare pieno di sardine. Quel mare è l’Emilia Romagna, una terra storicamente rossa.

Inutile girarci intorno: la sinistra in Emilia vince e non potrebbe essere altrimenti. Del resto, non riuscire a riempire le piazze in una terra dove hai gestito il potere per decenni sarebbe già una sconfitta.

I sondaggi parlando di un testa a testa eppure, chi ha governato la regione ha saputo farlo: l’Emilia Romagna funziona. Perché dovrebbe pensare di cambiare governatore? Tanto più che si tratta di un “compagno”?

Si insinua il sospetto che la credibilità di questi sondaggi sia la stessa dell’Umbria, dell’Europa e del mondo: ne avessero azzeccata una.

La spavalderia della sinistra, conscia della vittoria

La Lega è forte e Fratelli d’Italia cresce ma non basta: per vincere ci vuole un miracolo e la chiesa non aiuta. Qui Don Camillo non c’è, esiste soltanto Peppone.

Forte di tutto questo la sinistra assume un atteggiamento spavaldo e ci fa sapere che le prossime elezioni regionali saranno decisive per la tenuta del governo ma non solo, che il voto rispecchia un sentimento nazionale.

Anche qualche conduttore tv vicino al Pd sembra aver fiutato l’affare e parla di elezioni decisive per la stabilità del governo. Peccato però, che il sentimento popolare sia molto diverso da quello che vorrebbero far passare.

A livello nazionale la Lega è ben oltre il 34% e FDI al dieci ma dal momento che non voglio dar credito ai sondaggi (per i motivi riportati qualche rigo più sopra), mi limito a ricordare i risultati delle ultime elezioni in Umbria.

Ah già, il nostro Presidente del Consiglio ha detto che si tratta di una regione troppo piccola per essere rappresentativa, meglio l’Emilia Romagna, immagino.

Da quando il governo giallo-rosso si è insediato a Palazzo Chigi politici e politologi hanno giustamente fatto notare che in un regime parlamentare, regolato da una legge elettorale prevalentemente proporzionale, tutti i governi che ottengono la maggioranza sono legittimi.

Nulla da obiettare se non fosse per il fatto che gli elettori del M5s non immaginavano un’alleanza con il Pd. Ma va bene così, sono giuridicamente legittimati a governare, molto meno eticamente ma, si sa, in politica conta sempre il parere giuridico e quasi mai quello etico.

In Emilia non c’è nessuna sfida. Se il centrodestra dovesse perdere di qualche punto percentuale sarebbe già una vittoria e, forse, hanno già vinto per il solo fatto di aver costretto le sardine a scendere nelle piazze.

In Emilia Romagna la sinistra deve vincere

Non si illudano i salviniani, qui non c’è motivo per cambiare la rotta, la sinistra lo sa bene e sta giocando la carte delle elezioni in una terra amica come alibi per le poltrone.

Proviamo solo ad immaginare cosa potrebbe accadere se la destra dovesse vincere in Emilia Romagna. Cambierebbe tutto e non soltanto per il governo che si troverebbe costretto a terminare la sua esperienza legislativa, ma anche per l’assetto dei partiti sconfitti.

Il M5s continuerebbe la sua inesorabile caduta e, per provare a ristabilire un minimo di credibilità, dovrebbe rinunciare a qualsiasi alleanza ovvero a non governare. Insomma, un cane che si morde la coda.

Per la sinistra rappresenterebbe qualcosa di più: la fine. Già immagino l’ennesimo congresso, le nuove divisioni, il cambio segretario. Troppa carne a cuocere cari lettori, la sinistra, in Emilia, DEVE vincere: è un ordine! Foto: video Repubblica, YouTube