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Ex banchiere a Conte: “Aiuto alle imprese o salva banche?”

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ex banchiere a conte

Un ex banchiere ha pubblicato un video in cui si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Conte, per chiedere se le intenzioni del Governo siano davvero quelle di voler immettere liquidità nel sistema produttivo, o piuttosto salvare le banche. 

“Caro professor Conte, mi auguro che questo filmato le possa arrivare” a pronunciare queste parole è Salvatore Cincotta, ex bancario che ha operato nel sistema bancario per oltre vent’anni, occupando anche posti dirigenziali.

“Da diversi giorni vedo che lei va in televisione a dire agli italiani che il suo Governo ha fatto un grandissimo sforzo per immettere sul mercato 400 miliardi di liquidità”.

Secondo Salvatore le cose non starebbero proprio così, e spiga: “Lei non ha immesso alcuna liquidità ma 400 miliardi di garanzia quindi, questo denaro, dev’essere erogato dal sistema bancario, che si dichiara disponibile a erogare sulla vostra garanzia”.

Trasformare un credito chirografario in un credito garantito dallo Stato

Poi parla del decreto e delle regole che permettono agli imprenditori di accedere al finanziamento garantito, soffermandosi sulla piccola a media impresa e, quindi, la possibilità di accedere a un prestito di 25 mila euro, se non si hanno particolari segnalazioni.

“Ipotizziamo che questo cliente abbia già 20 mila euro di affidamento, magari con Banca Intesa, che è una delle prime ad aver indicato le linee guida per l’erogazione sul proprio sito. La banca dice che è disponibile all’erogazione del credito, a patto che questo sia superiore di almeno il 10% di quello già concesso al cliente”.

Quindi, secondo l’ex banchiere, “se abbiamo un fido di 20mila euro – magari già utilizzato – la banca si renderà  disponibile a farmi un fido di 22 mila euro, ma a una condizione: devo prima annullare i 20 mila euro di credito in bianco”.

In sostanza, se l’imprenditore riuscisse ad avere l’intero importo, pari a 25 mila euro, la banca trattiene i 20 mila euro in bianco, trasformando un credito chirografario in un credito garantito dallo Stato, e se la matematica non è un’opinione, al nostro imprenditore rimarranno 5 mila euro. Ma a quali condizioni?

Ex banchiere a Conte: “Se saltano le imprese salta il Governo”

“Nel decreto viene indicato che la banca che eroga questo credito dovrà applicare le condizioni medie applicate dal sistema bancario in operazioni di questo tipo. Presumo quindi, che verrà preso come riferimento il tasso medio che viene pubblicato dalla Banca D’Italia”.

Poi rivolge una domanda al presidente del Consiglio: “Lei sa quant’è il tasso medio riferito dal sistema per crediti inferiori a 25 mila euro? In questo momento è l’8,64%. Se la banca mi applica l’8,63%, già sta ottemperando alle disposizioni di legge”.

E ancora: “Avete previsto anche il pagamento di una commissione per ottenere il credito, dello 0,25 il primo anno, dello 0,50 il secondo e il terzo anno, dell’1% il quarto, quinto e sesto anno. Applicando questa commissione a 25 mila euro, io dovrò pagare 585 euro”.

Come giustamente fa notare Salvatore, l’imprenditore si troverà a pagare 585 euro di commissioni su un utilizzo effettivo di 5 mila euro, ovvero l’11,60% dell’utilizzato.

“Avete avuto tanta cura per creare le regole dell’utilizzo del credito – continua Salvatore – ma avete curato meno le modalità di erogazione. Questo credito è stato fatto per immettere liquidità o si tratta del solito salva banche?”.

Poi conclude: “Lascio a lei le considerazioni – riferendosi al presidente Conte – ma voglio dirle che siamo stanchi di queste dichiarazioni vittoriose “usciamo dalla crisi” grazie a questi 400 miliardi, non usciamo da nessuna parte della crisi. Le vorrei rammentare che e saltano le imprese italiane, salta anche il Governo”.

Se potete fatelo girare affinché possa arrivare al Governo

Posted by Salvatore Cincotta on Saturday, April 18, 2020