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Filippo Facci: una delle frasi peggiori mai scritte da un giornalista italiano

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filippo facci

Il noto giornalista Filippo Facci se la prende con un padre che ha visto morire la figlia per colpa di un vaccino: “Non ti crede nessuno”.

Siamo fin troppo abituati a leggere sui social frasi orribili e al limite della denuncia. Il più delle volte, trattandosi di persone comuni e per niente note al di fuori della sfera di amici, parenti e conoscenti, nemmeno gli diamo il peso che meriterebbero.

Le cose cambiano quando a esagerare è un personaggio pubblico. È quanto accaduto al noto giornalista di Libero, Filippo Facci, aspramente criticato dai suoi follower dopo un commento infelice.

L’argomento in questione è il coronavirus ma il bersaglio sono i No-Vax. “Spero che un eventuale vaccino contro il coronavirus sia vietato ai no vax”, scrive Facci su Facebook.

filippo facci commento

Il commento di Ignazio al post di Filippo Facci.

Tra i tanti commenti (oltre 700), c’è quello di un signore, Ignazio Antonio Riggi: “Ho perso mia figlia Ilaria morta per un vaccino, vorrei vedere te”.

 

ignazio

Di fronte a un commento del genere, il minimo che ci si aspetterebbe da un giornalista serio è che verifichi la notizia. Filippo invece risponde con un secco: “Non ti crede nessuno”.

 

filippo facci non ti crede nessuno

Purtroppo Ignazio non è un fake e nemmeno la tragica storia che lo riguarda. A questo punto iniziano ad arrivare molti commenti da parte di persone che accusano il giornalista di aver oltrepassato ogni limite.

Ignazio allora linka un articolo in cui si legge della morte della figlia causata da un vaccino e Filippo Facci smette di rispondere.

filippo facci ignazio articolo

Abbiamo raggiunto al telefono il padre di Ilaria

Ciao Ignazio, ci racconti brevemente cos’è successo a tua figlia? “Dopo 48 ore dal terzo richiamo vaccinale, mia figlia Ilaria è entrata in coma per 13 giorni, poi è morta: aveva sette mesi”.

Che anno era? “Il 1999. Non avevo mai letto nulla sulle possibili reazioni avverse da vaccino e mi fidavo delle parole del mio pediatra. Quando Ilaria era in ospedale, lui, il pediatra, ha pianto con me per 13 giorni dicendomi che non era mai successo nulla… non penso che riuscirò mai a perdonarlo”.

La vicenda avrà certamente segnato anche la vita del tuo pediatra… “Dopo la morte di Ilaria mi sono documentato e ho letto di tanti, troppi casi di reazioni avverse gravi. Doveva mettermi al corrente e non lo ha fatto: non glielo perdonerò mai”.

Cosa è successo in quei giorni? “Mentre Ilaria era in coma la magistratura ha aperto un fascicolo e, quando è morta, hanno chiesto di poter effettuare un’autopsia. Inizialmente non ero d’accordo, poi ho accettato.”

Ho visto che mi hai inviato dei documenti. “Si, dopo aver fatto l’autopsia hanno stabilito che la causa di morte era stato il vaccino”.

“Mi sembra di vivere in un mondo non vero”

Ignazio mi racconta di giorni difficili sotto tutti i punti di vista. Oltre al dramma per la perdita della figlia, veniva continuamente contattato da testate giornalistiche, anche nazionali, ma lui ha sempre rifiutato di rilasciare dichiarazioni. “So anche che durante l’autopsia di mia figlia hanno chiamato diverse case farmaceutiche”.

Quando hai letto la risposta di Filippo Facci al tuo commento, che sensazione hai provato? “La stessa che ho provato con l’ex ministro della Salute, Giulia Grillo, quando durante un’intervista disse che non esistevano morti da vaccino. All’indomani di queste dichiarazioni pubblicai su Facebook i documenti che ti ho inviato, cosa che non avevo mai fatto prima, ma era tale la rabbia…”

E qual è stata la reazione in rete? “Mi hanno contattato migliaia di persone per tutto il giorno, soprattutto genitori che avevano avuto esperienze negative post-vaccinali con i figli. Il mattino seguente Facebook aveva rimosso il documento scrivendomi che non rispettava le regole della community”.

Hai parlato di altri genitori che con i loro figli hanno subito danni da vaccino. Ne conosci molti? “Sono in tanti ma in Italia nessuno ne parla. I media tacciono, tendono a mistificare o a nascondere. Eppure un vero giornalista dovrebbe cercare la verità. Mi sembra di vivere in un mondo non vero”.