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Scienza e Ambiente

Fiume Sarno torna a riempirsi di liquami industriali

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fiume sarno

A pochi giorni dalla riapertura delle attività, il fiume Sarno torna a riempirsi di liquami industriali. Durante il periodo di lockdow era diventato limpido. 

Animali selvatici che invadono le nostre città, aria pulita e acque che diventano cristalline: di questa lunga quarantena ne ha certamente beneficiato l’ambiente.

La chiusura temporanea di alcune attività industriali ha ridotto lo sversamento in mare di rifiuti pericolosi, una pratica purtroppo molto comune e che danneggia seriamente l’ecosistema.

Un esempio su tutti è quello del fiume Sarno, tristemente noto per essere il più inquinato d’Europa. Si trova in Campania ed è lungo 24km. Durante il periodo di lockdown è diventato talmente limpido da poterne vedere il fondo.

Fiume Sarno, il sindaco Canfore: “Sversamento da parte di criminali”

Anche la gente del posto era meravigliata ma l’incantesimo è durato giusto il tempo della quarantena. Non appena è stato deciso di allentare le restrizioni, le acque sono tornate torbide.

“Questa notizia sullo sversamento da parte di criminali, di personaggi di dubbia moralità, è l’ennesima ferita a un corpo già martoriato” ha dichiarato a inews24 il sindaco di Sarno Giuseppe Canfora.

“Stiamo raccogliendo dati – ha continuato Canfora – con i Vigili Urbani e l’Assessore al contenzioso per l’ennesimo esposto che faremo in Procura. Stamattina c’è stato un interessamento del Ministro Costa, che ringrazio, e in mattinata arrivano i Carabinieri del NOE per le indagini sul tratto di fiume contaminato”.

Il ministro Costa ha infatti attivato i Carabinieri del Noe per controlli e indagini in zona e ha confermato “che tutti gli enti predisposti sono sul posto per controllare e per individuare il colpevole”.

Lo sversamento di liquami industriali nel fiume Sarno dura da molti anni e, già in passato, cittadini e associazioni hanno denunciato questo scempio alle autorità competenti. Speriamo che in breve tempo si riescano ad arrestare i responsabili. Foto: Facebook