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Francesco Amodeo: «Ecco cosa vogliono ottenere con il Bilderberg 2019»

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In questi giorni è in corso il meeting del gruppo Bilderberg 2019. Per Stefano Feltri, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, che è stato invitato, è solo «un convegno identico nella struttura a tanti a cui ho partecipato negli anni ma con un parterre piuttosto interessante»; per Amodeo è qualcosa di più.

Il giornalista Francesco Amodeo ha realizzato un video nel quale mette al corrente gli utenti su cosa stia avvenendo in Svizzera in questi giorni: «Il gruppo Bilderberg riunisce circa 120 uomini della finanza speculativa mondiale».

Quest’anno vi partecipa, per la prima volta, Matteo Renzi, l’unico politico italiano invitato. Per Amodeo questa scelta potrebbe significare molto, infatti ci ricorda che:

«A giugno 2011 era stato invitato Mario Monti, che dopo qualche mese è diventato il presidente del Consiglio tecnico; nel 2012 Enrico Letta sostituisce Monti alla riunione del Bilderberg e dopo qualche mese lo sostituisce al governo del Paese; nel 2014 fu invitata Monica Maggioni e dopo qualche mese è diventata presidente della Rai».

Amodeo evidenzia una particolare analogia tra la situazione attuale e ciò che successe nel 2011:

«Nel 2011 Trichet, allora presidente della Banca Centrale Europea e presente nel direttivo del Bilderberg insieme a Monti, inviò una lettera al Governo italiano che lo destabilizzò. Nel frattempo gli altri potentati bancari effettuarono una serie di speculazioni sui mercati che causarono la crisi dello spread, la caduta di Berlusconi e l’arrivo di Monti».

Secondo il giornalista, in queste ore, staremmo assistendo a dinamiche simili in quanto lo spread è iniziato a salire e la Commissione Europea ha inviato una lettera al Governo italiano.

Amodeo conclude: «È stato invitato anche Stefano Feltri, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, che ultimamente ha pubblicato un libro in cui attacca duramente i sovranisti, quindi totalmente in linea con l’ideologia del Bilderberg».

Bilderberg, la versione di Feltri

Feltri, invece, ha scritto un articolo sul Fatto parlando dell’invito. Vi leggiamo:

«Qualche anno fa il sito Dagospia aveva lanciato una  incomprensibile campagna nei miei confronti usando come insulto il fatto che io sarei stato in qualche modo legato al Bilderberg. Cosa, all’epoca, totalmente priva di fondamento…».

Invece adesso il fondamento c’è… Più avanti ci rassicura e ci spiega che le riunioni con 120 tra gli uomini più potenti del mondo: «sono soltanto convegni, occasioni di dibattito.»

Feltri ammette che «si svolgono a porte chiuse, certo» ma il motivo sarebbe ovvio: «molti dei partecipanti non sarebbero liberi di esprimere opinioni e idee in modo aperto se tutto fosse in streaming o pubblico perché le loro parole sarebbero attribuite anche alla istituzione o azienda di appartenenza».

Ecco, è tutto chiaro! …o no? Per Feltri sì, è questo l’importante. Perché il giornalista invitato è lui. Continua:

«L’unico scopo vero di questi eventi è proprio creare un contesto di dibattito franco e aperto», aperto e a porte chiuse, certo, adesso sì che è chiaro!

Continua a rassicurarci: «Per il resto, la lista degli invitati è pubblica, la scaletta degli argomenti di discussione pure». Tutto pubblico e trasparente tranne ciò che verrà detto, bello.

E se per caso qualcosa non vi torna, siete dei terrapiattisti. Infatti Feltri conclude: «E ora, scusatemi, ma devo andare a completare i piani per piegare l’eroica resistenza dei terrapiattisti…»