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Francesco Giubilei: «Ecco perché sono contrario al taglio dei parlamentari»

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francesco giubilei

Francesco Giubilei sul prossimo referendum: “Importante andare a votare, personalmente sono contrario al taglio dei parlamentari”.

Siamo passati dalla prescrizione al virus in pochissimo tempo, dimenticandoci anche dei vitalizi. Ora proviamo a rioccuparci di politica. Non che l’epidemia debba essere sottovalutata ma che almeno non diventi un mantra.

Tra un mese gli italiani dovranno esprimersi sul taglio dei parlamentari e ne abbiamo parlato con Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura.

Ciao Francesco, in questi giorni di “emergenza” si sta paventando l’ipotesi di un rinvio per il referendum sul taglio dei parlamentari, credi sia giusto?

“Non credo sia giusto rinviare il referendum, andare al voto ci aiuterà a dare l’immagine di un Paese che torna alla normalità. Abbiamo tutto il tempo per organizzarci attuando tutte le procedure sanitarie necessarie”.

Il tuo parere in merito al voto? “Credo che sia estremamente importante andare a votare, personalmente sono contrario al taglio dei parlamentari”.

Per quale motivo? “Il vero tema non è il numero dei parlamentari, attualmente in linea con gli altri Paesi europei, ma l’efficienza del parlamento ovvero avere un parlamento più efficiente di quello attuale”.

C’è il rischio che meno rappresentanza parlamentare possa danneggiare gli italiani? “Tagliando i parlamentari il rischio è quello di eliminare la rappresentanza del territorio. Avendo collegi molto ampi, senatori e deputati saranno sempre più distanti dai cittadini”. 

Meno democrazia? “È certamente una misura socialmente iniqua nei confronti di coloro che vorrebbero intraprendere un percorso politico. Il mondo delle lobbies, ad esempio, potrebbe suggerire i candidati, e avendo un numero esiguo di parlamentari resterebbe ben poco spazio”.

Francesco Giubilei: “Temo un cambio di governo senza elezioni”

In questi ultimi mesi ci sono stati diversi scontri all’interno della maggioranza, soprattutto sulla prescrizione. Pensi che questo governo possa durare fino all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica?

“Non penso, l’auspicio sarebbe quello di andare subito al voto ma temo che cambierà il governo senza passare per le elezioni”.

Nonostante la Lega perda qualche punto percentuale, resta il primo partito nei sondaggi. Non male FDI, che continua a crescere. A farle compagnia il Pd, che fino a qualche mese fa era dato per morto. Come te lo spieghi?

“Il motivo risiede principalmente nel fatto che il Partito Democratico, in varie parti d’Italia, continua ad avere una propria struttura e un radicamento forte, soprattutto nel centro Italia. Si chiama Pd ma ha radici lontane, non è un partito nato ieri”.

Quale futuro per il Movimento cinque stelle? “Il problema del M5s, diversamente dal Pd, è quello di non essere riuscito a costruire una vera e propria classe dirigente sui territori e a livello nazionale. Forse è l’unica forza davvero populista, che manca di storia politico-culturale e, quindi, anche di risposte che servono al Paese”.

Pensi che un ritorno di Di Battista potrebbe risollevare i penstastellati? “Non saprei, è un leader troppo radicale su tanti punti di vista, penso ad esempio ad alcune posizioni di politica estera. Difficilmente potrebbe raggiungere il 30% che aveva ma neanche percentuali molto al di sotto”.

Sulle sardine

A proposito di movimenti, ti abbiamo sentito spesso criticare le sardine. In questi giorni hanno ufficializzato la loro presenza ad “Amici”, il programma condotto da Maria De Filippi. Insomma, dai Benetton alla De Filippi. Che idea ti sei fatto di questi ragazzi?

“Considerando la visibilità mediatica e un consenso popolare non indifferente, potremmo parlare di una grande occasione mancata. Non hanno idee, non hanno proposte, vanno in piazza solo per protestare. Resto dell’idea che sia nato per essere contro i populisti ma sia esso stesso populista”.

Come si colloca Nazione Futura nello scenario politico italiano? “Nazione Futura si colloca nel mondo della destra, di un centro destra istituzionale. Un movimento che si definisce conservatore, ovvero cerca di riscoprire quei concetti che sono alla base del pensiero conservatore nel nostro Paese”.

Come si struttura? “Attraverso l’organizzazioni di eventi e iniziative a livello nazionale e poi ci sono quaranta circoli territoriali, coadiuvati da un’attività mediatica ed editoriale. Abbiamo anche una rete di contatti all’estero, con i quali abbiamo instaurato diverse collaborazioni internazionali”.