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Francia: negli ultimi mesi chiese incendiate e profanate con escrementi

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attacchi alle chiese

Da nord a sud negli ultimi mesi gli attacchi alle chiese cattoliche in Francia oltre ed essersi moltiplicati, hanno assunto sfaccettature d’odio anticlericale di memoria robespierriana.

Sono ancora vive le immagini impressionanti delle fiamme che ieri hanno divorato la Cattedrale di Notre Dame a Parigi facendo crollare la sua guglia.

Il presidente francese Macron si è affrettato nel rassicurare tutto il mondo che la cattedrale sarà prontamente ricostruita ma ha taciuto sulle cause dell’incendio.

L’ipotesi dell’incidente convince poco. Che sia di matrice islamica o laicista, l’intento doloso resta la tesi più accreditata. Specie se guardiamo alla recente escalation di attacchi.

I recenti episodi di attacchi alle chiese in Francia

Parigi. Forse questa notizia non ha avuto la stessa risonanza, ma lo scorso 17/03 un altro incendio ha devastato la Chiesa di Saint Sulpice.

Risalente al XVII secolo, è seconda solo a Notre Dame per bellezza e importanza. La polizia ha seri sospetti che l’incendio sia stato provocato.

Nimes. Lo scorso febbraio, ignoti sono entrati nella chiesa di Notre Dame des Enfants, hanno saccheggiato l’altare, profanato il tabernacolo e imbrattato i muri di escrementi.

Digione. Sempre a febbraio, sgomenti i fedeli venuti per la messa mattutina nella chiesa di Notre Dame hanno trovato il tabernacolo spalancato e le particole per terra calpestate.

Houilles. Nello stesso periodo, il parroco della chiesa di Saint Nicolas esasperato ha fatto un esposto alla polizia per aver subito tre attacchi in dieci giorni.

I “vandali” nei primi due si sono limitati a gettar per terra la croce ma nell’ultimo hanno frantumato una statua della Madonna risalente al XIX secolo.

Lavaur. Anche qui negli stessi giorni degli sconosciuti si sono intrufolati nella cattedrale per scagliarsi contro il crocifisso e appiccare fuoco ad una cappella.

Siamo quindi dinanzi ad un fenomeno diffuso. Già nel 2018 il Ministero degli Interni francese ne registrava un aumento del 13% rispetto al 2017. È esagerato preoccuparsi?