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Freccero spiega la fase 2 del Grande reset: che succede dopo la pandemia

Il giornalista Carlo Freccero è tornato a parlare di grande reset, guerre climatiche e controllo dell’umanità. 

L’ex direttore di Rai Due, Carlo Freccero, è stato intervistato da Carlo Savegnago durante una puntata del Vaso di Pandora. Tra gli ospiti in collegamento c’erano anche la scrittrice Enrica Perucchietti e lo storico Paolo Borgognone.

“Chi mi conosce sa che io mi sono sempre battuto contro la censura” ha detto Freccero. “Il sistema dell’informazione l’ho studiato per individuare il funzionamento e soprattutto e le sue falle”.

Pochi giorni fa era stato invitato dalla Palombelli a Stasera Italia. Il suo intervento aveva suscitato grande scalpore per i temi che aveva scelto di trattare. Di seguito un estratto della puntata.

Carlo Freccero e la strategia della comunicazione

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“Per introdurre il grande reset – ha raccontato al Vaso di Pandora – ho giocato su diversi fattori che appartengono al mio mestiere e alla mia educazione e formazione”.

Ha spiegato come aveva scelto di muoversi: “Prima ho dovuto fare la parte del pazzo. Il giornale il Foglio mi aveva chiesto di fare un’intervista, sapevo benissimo che era contro di me e che Salvatore Merlo mi riteneva pazzo. Ho accettato per un motivo molto semplice: era un giornale autorevole”.

Quindi l’invito dalla Palombelli, dove il giornalista ha detto di aver esibito il libro grande reset per far rispondere direttamente l’autore Schwab, in quanto inattaccabile.

“Non potevo affermare da subito che il reset è schifoso e cattivo ma ho dovuto prima illustrare il contenuto. Questo perché causa la finestra di Overton, prima si deve metabolizzare che il grande reset esiste”.

Freccero divide la sua strategia di comunicazione in tre momenti: “Accettare l’intervista al Foglio facendomi passare per pazzo da una rivista autorevole; essere invitati a Rete 4 ed esibire il libro; dire cosa racconta il reset”.

La fase due del grande reset

Alla domanda del conduttore, se siamo entrati nella fase due del grande reset, Freccero ha risposto di sì, menzionando la pagina 150 del libro di Schwab, dove si parla dell’agenda verde.

“Questa agenda verde è intrecciata alla pandemia perché il degrado del pianeta ha provocato infezioni. Il programma di Rai Tre, Presa Diretta, nel 2020 parlava di come gli allevamenti intensivi abbiano favorito il covid”.

Il giornalista prova a spiegare quali sono gli obiettivi dell’agenda verde. “Il primo è distruggere le piccole imprese che non avranno fondi per far fronte al rincaro dell’energia dovuta alla tassa sul combustibile fossile. Secondo: rottamazione delle auto, quelle che naturalmente vanno a combustibile fossile, a benzina. Il terzo punto è realizzare la decrescita, la definitiva scomparsa dell’economia reale alla quale la finanza vuole sostituirsi per il controllo definitivo dell’umanità”.

L’agenda verde

Dichiarazioni forti che lo riportano a un celebre dicktat del reset: “Nel 2030 non avrai nulla ma sarai felice“.

Secondo il critico uno dei temi fondamentali è quello del riscaldamento globale a causa dell’emissione di CO2, una teoria che secondo il giornalista non sarebbe scientificamente provata ma è al centro del dibattito.

“L’agenda verde è il tema di domani. Quello più politico, dove incrociamo il potere di Draghi e dove, naturalmente, sarà il nostro futuro. Decrescita e… lo accenno solamente: depopolamento”.

Carlo Savegnago ha chiesto a Freccero se ha avuto occasione di confrontarsi su questi temi con i colleghi della tv e della carta stampata.

“Loro ne sanno veramente poco” ha risposto. “Alcuni giornalisti conoscono bene il grande reset, soprattutto quelli che trattano temi economici. Molti non lo sanno perché hanno un’agenda talmente limitata e asettica che non permette loro di andare oltre”.

E ancora: “Sono meravigliato di come non si possa conoscere il grande reset, però è anche vero che questo libro non è stato tradotto in italiano. Una cosa inconcepibile, vuole dire che l’Italia è un laboratorio”.

Sempre a proposito dei giornalisti ha spiegato che ne esistono di sue tipi. “Quelli di carattere economico che sanno tutto e che in qualche modo sono nella camera degli adulti. E quelli che sono nella camera dei bambini, utilizzati e manipolati attraverso i grandi poteri”.

A proposito dei big del giornalismo: “Alcuni dei giornalisti più conosciuti non sanno proprio nulla. Se qualcuno dei giornalisti in questione guardasse questo programma, non sarebbe capace di seguirlo”.

Poi chiude con una cosa che dice stargli molto a cuore. “Noi siamo una moltitudine, capaci di conservare l’identità di ciascuno, che ci consente di avere una varietà di discorsi. Questa è una forza incredibile”. Foto: YouTube