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Fusaro analizza le inquietanti parole di Conte: «È il fulcro del nuovo Dpcm»

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diego fusaro

In un intervento rilasciato a Radio Radio il filosofo Diego Fusaro ha fatto il punto della situazione sul nuovo Dpcm.

“Ciò che sta avvenendo è preoccupante” ha detto ai microfoni di Radio Radio. “Il nuovo Dpcm in arrivo segnerà de facto il ritorno pieno alla fase uno. In ciò è da ravvisarsi il compimento della profezia da me formulata circa la “pandemia del rocchetto” o “yoyo”, che dir si voglia”.

Secondo il filosofo dopo la fase due non si uscirà dall’emergenza ma si tornerà alla fase uno facendo ricadere la colpa sui cittadini.

“Come se non bastasse – continua Fusaro – apprendiamo che il regime terapeutico, che ci costringe a mettere la mascherina, si è a sua volta tolto la maschera e parla liberamente in maniera nemmeno più obliqua”.

Dopo aver definito Conte“il pretoriano del nuovo ordine terapeutico in Italia”, ha citato una dichiarazione del presidente: “Meno libertà per tutelare la salute“.

“È questo il fulcro del nuovo Dpcm che vedrà la luce nei prossimi giorni” ha commentato. Il “regime terapeutico” ci chiederà di barattare la nostra libertà per la sicurezza.

È su questo, secondo Fusaro, che si fonda l’emergenza come metodo di governo. Con il nuovo Dpcm ci saranno misure più stringenti mentre a terrorizzarci ci penseranno i circenses dell’informazione.

Diego Fusaro: “Occidente in balia del nichilismo: paura e superstizione”

“Gli uomini si governano mediante paura e superstizione” ha detto citando il trattato teologico-politico di Spinosa.

“Paura e superstizione si fondono perversamente insieme per restituire un quadro di terrore e superstizione che genera negli uomini una resa colma e di gratitudine al potere stesso”.

Potere che, secondo il filosofo, può “disporre delle nostre vite come vuole, perché ci garantisce la sicurezza e in nome della sicurezza dobbiamo rinunciare a tutto”.

Fusaro se l’è presa anche con l’Occidente. “Che non crede più in Dio, che non crede più nella solidarietà, che non crede più in un’ulteriorità nobilitante da conquistarsi con l’azione”.

Un Occidente che “in balia del nichilismo assoluto, crede solo nella sopravvivenza, nella paura della morte e in nome di quella paura è disposto a rinunziare a tutto, anche a diventare schiavo”.

Ed è proprio ciò che secondo il filosofo sta accadendo. “Gli uomini, per garantirsi la salute, la vita, rinunziano alla libertà e divengono schiavi, e alla fine finiscono per morire ugualmente, ma da schiavi”.

Ha concluso: “Ecco perché lo dico e lo ridico: chi rinunzia alla libertà per avere la sicurezza molto probabilmente non è degno né della libertà né della sicurezza”. Foto: Facebook