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Gastroenterite: ecco cosa fare e quando chiamare il medico

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gastroenterite

Molte persone in questo periodo si trovano a dover fare i conti con vomito e diarrea improvvisi. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla gastroenterite.

Cos’è. È spesso chiamata erroneamente influenza intestinale ma si tratta di un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino tipica della stagione invernale. Può colpire tutti, dai neonati agli anziani.

Cause. La gastroenterite è causata principalmente da virus ma può essere anche di origine batterica e parassitaria. Nel caso di infezione virale solitamente i maggiori responsabili sono il norovirus e il rotavirus, o anche l’adenovirus enterico e l’astrovirus.

Sintomi. Solitamente i sintomi si presentano dopo 2-3 giorni dal contagio e sono principalmente: diarrea acquosa, vomito, nausea, dolori addominali. Oltre a questi possono insorgere: brividi, febbre, sudorazione eccessiva, dolori muscolari, perdita di appetito e mal di testa.

Gastroenterite: cosa fare, prevenzione e complicazioni

Durata. Di norma, salvo casi particolari, la gastroenterite è una condizione transitoria che si risolve in 2-3 giorni. A seconda dell’agente virale può arrivare anche a 10 giorni.

Cosa fare. I virus responsabili della gastroenterite sono molto contagiosi quindi è importante stare a casa e non uscire per evitarne la diffusione. Inoltre è importante astenersi per un po’ al consumo di liquidi e cibi solidi per poi riprendere gradualmente a reidratarsi aiutandosi con cubetti di ghiaccio o con piccoli sorsi d’acqua. Fare lo stesso reinserimento graduale per i cibi solidi. Importantissimo il riposo assoluto.

Fattori di rischio e trasmissione. La gastroenterite colpisce maggiormente i bambini al di sotto dei 5 anni, persone anziane e soggetti con sistema immunitario debole. Inoltre aumentano le probabilità di contagio in caso di vita comunitaria, scarsa igiene personale o se consumiamo acqua contaminata o molluschi crudi che provengono da acque contaminate.

Prevenzione. È possibile prevenire la diffusione del virus seguendo semplice consigli: lavare le mani spesso e con cura, disinfettare le superfici contaminate, lavare immediatamente gli abiti sporchi di rifiuti organici, non mangiare cibi crudi.

Complicazioni. La gastroenterite non è una malattia grave di per sé ma può diventare pericolosa nel caso in cui i pazienti non siano in grado di reidratarsi a sufficienza. I rischi di disidratazione aumentano nei bambini, nelle persone anziane e in quelle diversamente abili.

Attenzione quindi a sintomi quali: sete eccessiva, secchezza di bocca e lingua, scarsa produzione di urina, letargia, svenimento. Per i bambini controllare l’eventuale mancanza di lacrime durante il pianto e quanto bagnano il pannolino.

Quando è necessario chiamare il medico

Solitamente è una condizione che si risolve senza l’intervento medico ma rivolgetevi a un dottore in caso di: vomito persistente per più di 48 ore, diarrea persistente per diversi giorni o con tracce di sangue, febbre superiore al 39,5°C, stordimento o svenimento, dolore addominale intenso.

Nel caso dei bambini rivolgersi al pediatra in caso di aumento della sonnolenza, tracce di sangue in diarrea e vomito, disidratazione o febbre alta persistente per più giorni.

In caso di dubbio sull’origine virale dell’infezione potrebbe essere necessario ricorre a un esame colturale delle feci, per rilevare eventuale presenza di batteri o funghi.