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Gemelle siamesi, per salvare una, sarebbe morta l’altra: la scelta del papà

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gemelle siamesi

Marieme e Ndeye sono due gemelle siamesi di appena 3 anni e la loro storia sta facendo il giro del mondo.

Le due sorelle condividono apparato digerente e fegato e dovrebbero sottoporsi a un delicato intervento chirurgico.

Il problema è che questo tipo di operazione, qualora dovesse riuscire, comporterebbe la morte certa per una delle due e dunque una sopravviverebbe e l’altra no.

Una decisione tragica che il padre e la madre hanno deciso di non affrontare. Del resto, come si può pensare di far sopravvivere una figlia sapendo di dover sacrificare l’altra?

Il padre delle gemelle siamesi

Ibrahima Ndiaye, questo il nome del papà, è un ex manager senegalese volato a Londra nella speranza di poter trovare una soluzione per le sue bambine.

Purtroppo però, la soluzione proposta dall’ospedale Freet Ormond Street ha rappresentato un vero e proprio dramma. Secondo l’equipe medica solo una delle due gemelle sarebbe potuta sopravvivere all’intervento.

A confermarlo è il medico che avrebbe dovuto eseguire l’intervento, Paolo De Coppi, italiano e capo dell’equipe medica.

In un’intervista al Corriere Coppi ha detto di comprendere la decisione del padre e della madre nonostante il pericolo di possibili nuove complicazioni.

Sempre il medico spiega come il comitato etico avesse dato due alternative all’equipe, ovvero: “allinearci alla volontà della famiglia oppure fare l’intervento, consapevoli che una delle due bambine sarebbe stata sacrificata”.

“Abbiamo rispettato il desiderio dei genitori. Non ce la siamo sentita di richiedere al giudice di togliere loro la patria potestà e forzare la mano” ha dichiarato Coppi.

Delle due piccole gemelle quella che non avrebbe superato l’intervento è la piccola Ndeye, da qui la decisione dei genitori di lasciarla vivere insieme alla sua sorellina.

Aspetteranno la fine dei loro giorni lasciandole mano nella mano, Marieme e Ndeye continueranno a giocare e ad amarsi come hanno sempre fatto.