Digita per cercare

Salute

Ecco il gesto più pericoloso che un genitore possa fare al figlio che piange

Condividi
sindrome del bambino scosso

C’è un gesto, spesso fatto senza cattive intenzioni, che può risultare molto pericoloso e provocare la sindrome del bambino scosso (SBS). Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Tutti amano i propri figli ma quante volte vi sarà capitato di non poterne più di sentire il pianto continuo del vostro bambino?

Una delle reazioni istintive che potrebbe venire in mente è prenderlo in braccio e scuoterlo. Non fatelo mai! Potreste causare gravi danni al cervello del vostro bambino.

Una volta veniva chiamato Shaking Baby, mentre oggi viene usato un termine scientifico più appropriato Abusive Head Trauma.

Sindrome del bambino scosso: cause e fattori

Cause. La sindrome del bambino scosso si verifica per strattonamento, scuotimento vigoroso, colpi inferti alla testa, ma anche cullando energicamente il neonato.

Nella maggior parte dei casi si verifica all’interno del contesto familiare e la causa scatenante solitamente è il pianto inconsolabile del bambino.

Sono soggetti ai traumi della SBS i bambini fino a i 5 anni, ma i danni peggiori si verificano nei neonati (6-8 settimane) che hanno la muscolatura del collo poco  sviluppata e quindi non riescono a sostenere bene il peso della testa.

Fattori. Sicuramente è più probabile che questi gesti si verifichino in famiglie che hanno particolari contesti psico-sociali.

Alcuni esempi: solitudine e isolamento di una neo mamma, genitori con età inferiori ai 18 anni, uso di alcol e droghe, famiglia monogenitoriale, problemi economici.

Ma anche persone sottoposte a stanchezza mentale ed emotivamente vulnerabili possono non reggere il carico di stress emotivo a cui porta il pianto del bambino.

«Non c’è la volontà di fare del male e per questo l’adulto non è consapevole dei gravi danni che tale movimento può arrecare; non per niente quando se ne rende conto subentra un senso di colpa enorme», come spiega Lucia Sciarretta, psicologa clinica e psicoterapeuta infantile al Gaslini.

Sintomi, conseguenze e prevenzione

Sintomi. Il maggior problema della sindrome del bambino scosso è la difficoltà di diagnosi del trauma perché spesso viene omesso al personale medico il gesto compiuto.

Tra i sintomi più comuni troviamo: inappetenza o vomito, difficoltà respiratorie, incapacità a sollevare la testa, letargia, irritabilità, assenza di sorriso, pallore, tremori.

Nel caso in cui lo scuotimento fosse stato molto violento può verificarsi uno stato di incoscienza o di semi coscienza e anche il coma.

Conseguenze. Sicuramente questo dato dipende dall’intensità del gesto ma i danni dello scuotimento sono spesso irreversibili e un caso su quattro è fatale.

Tra i danni troviamo: perdita dell’udito, cecità totale o parziale, grave ritardo mentale, difficoltà nell’apprendimento, problemi di attenzione o memoria.

Si verificano queste conseguenze anche nei casi lievi e soprattutto nei neonati dove le conseguenze sono peggiori per la maggior fragilità della scatola cranica.

Prevenzione. Con l’arrivo di un bambino le famiglie sono messe davanti a un cambiamento radicale che porta ad aumentare i livelli di stress.

Diventa molto importante non isolarsi e se necessario chiedere aiuto e sostegno a familiari e amici senza provare vergogna.

È importante anche prendersi dei momenti per sé, avere una valvola di sfogo, per ricaricare le energie e scaricare lo stress accumulato.

Il bambino, specie se piccolo, ha solo un modo per comunicare tutte le sue esigenze: piangere. Quindi prima accettiamo questa forma di comunicazione, prima lo stress comincerà piano piano a placarsi.