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Giada morta a 14 anni: «Nessun giornale aveva parlato della doppia dose»

Pochi giorni fa è morta Giada Furlanut, una ragazza di 14 anni che viveva a Fiumicello Villa Vicentina, in Friuli. La giovane era stata portata in ospedale lunedì scorso, a seguito di un malore improvviso avuto mentre era a scuola.

Quando la notizia è iniziata a girare sul web, in tanti hanno commentato l’episodio attribuendo il decesso al vaccino contro il covid.

Secondo la madre non ci sarebbe nessuna correlazione: “Non c’entra nulla il vaccino ha dichiarato al Messaggero – faceva fatica a camminare ma gli esami erano negativi”.

Giada si era sottoposta mesi fa alla doppia dose di vaccino per continuare a praticare lo sport che amava, la pallavolo. Indossava la casacca della Pallavolo Pieris Under 16.

Giada Furlanut, il post di un conoscente potrebbe confermare una possibile correlazione?

Sulla questione è intervenuto il giornalista Stefano Salmè. “Ho un aggiornamento per quanto riguarda il tragico decesso di Giada Furlanut”, ha detto durante una diretta sulla pagina Fb del Giornale di Udine.

“La madre ha informato del fatto che la Giada era vaccinata. Rispetto alle indiscrezioni che avevamo raccolto noi – ha continuato – che parlavano di una seconda dose, la madre dice appunto che la seconda dose è stata fatta in agosto”.

A questo punto il giornalista ha citato il post di una persona che conosceva Giada che aveva sollevato proprio la questione della seconda dose fatta ad agosto. [Nome e cognome sono stati oscurati per privacy]

“Se possiamo prendere atto che quel post fosse fondato – ha detto – allora non si capisce perché dovremmo dubitare del fatto che subito dopo la seconda dose avesse cominciato a soffrire di spossatezza e di quei sintomi che normalmente si hanno in queste situazioni”. 

I “professionisti dell’informazione”

Poi ha criticato alcuni colleghi: “Al di là di una correlazione tra il vaccino e il decesso, che possono stabilire soltanto le autorità sanitarie, che mi pare però non se ne prenderanno carico (non sappiamo se il caso sia stato segnalato all’AIFA), resta il fatto che fino a ieri la maggioranza dei giornali avesse evitato di riportare la notizia che Giada era comunque stata vaccinata con doppia dose”.

Secondo Stefano Salmè la notizia andava riportata. “Senza stabilire un nesso con il decesso ma per completezza andava riportata, sennò si dà l’impressione di voler nascondere i fatti”.

E ancora: “Il punto è che queste cose hanno una rilevanza pubblica, per il fatto che fra pochi giorni si chiederà a noi genitori di prendere una decisione rispetto a dei bambini che hanno un’età dai 5 agli 11 anni. Ecco perché se ne parla, ecco perché hanno una rilevanza pubblica”.

Sempre rispetto all’informazione ha detto: “Ovviamente queste notizie vengono nascoste fino a che si può. Poi, quando non si può, si tende a ridimensionarle. Mentre tutte le altre, dal novax pentito a cui si va dentro l’ospedale a fare le foto, fino al decesso per covid, quelle vengono amplificate. Non va bene così. Questa non può essere un’informazione pubblica”.