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Giancarlo Isaia: l’unica cosa da fare prima dell’ipotetica “seconda ondata”

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giancarlo isaia accademia di medicina

Giancarlo Isaia, presidente dell’Accademia di Medicina di Torino, è tra i professori che, fin da inizio emergenza, avevano ipotizzato il ruolo fondamentale della vitamina D sull’infezione da SARS-CoV-2.

L’ipotesi fu subito tacciata di fake news in Italia ma l’Istituto Superiore di Sanità ha rivisto la sua posizione sulla base di altre evidenze scientifiche.

Questo mese la rivista internazionale Aging in Clinical and Experimental Research pubblicherà un editoriale intitolato “Associations between hypovitaminosis D and COVID-19: a narrative review”.

Abbiamo raggiunto uno degli autori, il professor Giancarlo Isaia che, insieme al professor Enzo Medico, ha redatto il documento.

A marzo nessuno ha preso in considerazione la vostra ipotesi che associava l’ipovitaminosi D all’infezione da SARS-CoV-2. Addirittura il Ministero della Salute ha dichiarato una fake news l’importanza della somministrazione di vitamina D come protezione dal coronavirus. Adesso studi rivelano che avevate ragione. Sta per uscire anche un vostro editoriale sulla rivista scientifica Aging in Clinical and Experimental Research. Avete novità rispetto a marzo?

In effetti il nostro documento, che era nato a marzo come un “Position paper” ad uso interno per la Accademia di Medicina e per la facoltà di medicina di Torino, ha avuto una notevole risonanza anche internazionale.

Siamo stati ripresi da oltre 600 testate giornalistiche e televisive di tutto il mondo, in particolare dal Sudamerica, che hanno dato un grande risalto al nostro documento. Non era il risultato di uno studio ma semplicemente il risultato di un approfondimento bibliografico sulla possibile influenza della vitamina D nel contrastare il coronavirus.

In Italia la nostra iniziativa ha ricevuto riscontri per lo più improntati alla prudenza scientifica. Questo perché manca una vera evidenza tratta da sperimentazioni sui pazienti relativamente agli effetti positivi della Vitamina D. Comunque in generale il documento è stato giudicato molto interessante.

Giancarlo Isaia: «Ci dispiace che lo abbiano giudicato una fake news in Italia»

Ci spiace che il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità lo abbiano in un primo tempo giudicato come una fake news. Siamo però contenti che questa decisione, poche settimane dopo, sia stata rimossa dall’ISS anche sulla base di altri lavori nel frattempo espletati in tutto il mondo che, in varia misura e con varie metodologie, supportavano la nostra ipotesi.

La rivista Aging in Clinical and Experimental Research (ACER) ci ha poi richiesto di pubblicare una review. Riporta il contenuto del documento con qualche aggiornamento. Così ha ricevuto una “bollinatura” autorevole a livello internazionale.

Mentre l’lSS sembra aver rettificato la sua posizione riguardo alla vitamina D, dando il merito a scienziati stranieri anziché a voi che avevate ipotizzato già a marzo questa correlazione, sul sito del Ministero non ci sono state correzioni. Perché questa ostilità sull’argomento vitamina D?

Non so sinceramente spiegarmi questa posizione e non so neppure se si tratti di “ostilità” da parte del Ministero. Credo si sia persa un’ottima occasione per approfondire uno stimolo scientifico proveniente da fonte se non autorevole, certamente imparziale.

Da profani abbiamo notato ostilità anche verso la vitamina C. Vi risulta? Perché non consigliare alla popolazione l’assunzione di questi semplici ed economici integratori? Hanno effetti collaterali?

Per quanto riguarda la vitamina C non ce ne siamo occupati. I dati scientifici che riguardano i suoi effetti sulla COVID-19  però sono molto meno robusti rispetto a quelli relativi alla vitamina D. In generale, credo che le istituzioni debbano assumere posizioni sulla base delle quali dare consigli alla popolazione sull’assunzione di prodotti farmaceutici o di integratori, soltanto se sono disponibili adeguate evidenze scientifiche che, nel caso della Vitamina C non mi risulta siano presenti.

Giudizio sul lockdown e consigli per la prevenzione

Hanno confinato in casa per quasi tre mesi 60 milioni di italiani, aizzando polemiche contro i runner e impedendo a molti di esporsi alla luce del sole, fare un po’ di sana attività fisica e fare il pieno di vitamina D nelle belle giornate. Cosa pensa professor Giancarlo Isaia di queste misure del Governo?

Le misure di contenimento sociale, probabilmente giustificate dalla necessità di affrontare una pandemia che in un certo momento sembrava inarrestabile e in grado di scardinare le strutture sanitarie del paese, hanno provocato alcuni effetti negativi. La limitazione dell’attività fisica e dell’esposizione al sole può avere indotto ulteriori danni alla salute pubblica, soprattutto negli anziani che invece traggono grandi benefici dal movimento all’aria aperta. Con il senno di poi possiamo dire che alcune  misure sono state inopportune, ma mi pare di poter giustificare coloro che hanno dovuto gestire un’evenienza clinica molto critica e assolutamente inaspettata

Cosa consigliate di fare per rinforzare il sistema immunitario in vista di un’ipotetica seconda ondata autunnale?

Il nostro consiglio, che abbiamo anche riproposto nella review su ACER, è quello di esporsi il più possibile al sole, magari nelle ore meno calde, per accumulare adeguate quantità di vitamina D. Se ciò non fosse possibile o se per qualche motivo fosse controindicato, potrebbe essere utile assumere cibi contenenti vitamina D. In alternativa, sotto controllo medico, anche preparati farmaceutici o integratori che la contengano in misura adeguata. Foto: YouTubeYouTube