Digita per cercare

Salute

Ginkgo biloba, l’albero che aiuta la memoria: proprietà e controindicazioni

Condividi
ginkgo biloba

Negli ultimi anni questo albero è diventato uno dei protagonisti nel mondo degli integratori: parliamo del Ginkgo biloba.

Il Ginkgo biloba, chiamato anche Ginko, è una pianta di origine cinese che è comune trovare nei parchi pubblici come ornamento.

È un albero dalla folta chioma che può raggiungere altezze di 30 o 40 metri, è resistente all’inquinamento e può vivere più di 1000 anni. Oltre a essere una pianta maestosa, il Ginko è anche ricco di proprietà.

Già conosciuto nella medicina tradizionale cinese, dove si possono trovare numerosi riferimenti agli utilizzi dell’estratto di questa pianta, da qualche anno ha fatto il suo ingresso anche in Occidente.

Le parti officinali sono le foglie, ricche di principi attivi e, anche se meno usati, i semi, il cui estratto contiene delle sostanze che potrebbero uccidere batteri e funghi patogeni.

L’estratto delle foglie di Ginkgo biloba è molto utilizzato contro i disturbi della memoria e in caso di problemi circolatori, vertigini e cefalee. Inoltre può essere d’aiuto contro l’acufene, tonifica le vene e migliora la permeabilità dei capillari.

Il Ginkgo biloba è ricco di polifenoli che svolgono un’azione antiossidante in grado di catturare i radicali liberi e ritardare l’invecchiamento. È utilizzato anche nel caso di problemi cognitivi associati alla depressione e alla malattia di Lyme, o di problemi che interessano la vista, come il glaucoma e la degenerazione maculare.

Per quanto riguarda l’Alzheimer ci sono stati studi che ne hanno confermato un’azione modesta che però è ancora sotto sperimentazione clinica.

Ginkgo biloba: effetti collaterali e controindicazioni

Il Ginko si trova facilmente sotto forma di integratore alimentare, sia in farmacia che in erboristeria. È possibile trovarlo anche in forma liquida, confezionato in fialette.

È importante assumere preparati di Ginkgo biloba ottenuti con specifici processi estrattivi farmaceutici che ne possano determinare la posologia.

Ricordiamo che, anche se naturale, non è esente dall’avere effetti indesiderati e controindicazioni che non possono essere trascurate.

Effetti collaterali. Per quanto riguarda l’estratto di semi dovete prestare particolare attenzione perché contiene una tossina che può scatenare convulsioni o perdita di coscienza.

Mentre per l’estratto delle foglie, se sono rispettate le dosi raccomandate, possono insorgere effetti lievi quali: mal di testa, capogiri, reazioni allergiche cutanee o disturbi allo stomaco.

Controindicazioni. Il Ginkgo biloba deve essere assunto solo sotto forma di estratti perché le parti intere della pianta possono contenere alti livelli di sostanze tossiche.

Il primo consiglio è sempre quello di informare il proprio medico prima di assumere il Ginkgo Biloba, specie in caso di allergie (incluse quelle ai farmaci) assunzione di medicinali, diabete, convulsioni, epilessia e problemi di coagulazione.

Il Ginkgo biloba interferisce con la coagulazione quindi è importante informare il chirurgo o il dentista se ne fate uso, perché potrebbe causare gravi emorragie durante un intervento.

Non assumere questo rimedio in caso di gravidanza e allattamento. Potrebbe interferire anche nel concepimento.