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Giovane regista arrestato per questo video muore misteriosamente in cella

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giovane regista

Shady Habash, giovane regista, a causa di un video era in un carcere de Il Cairo, dove ha perso la vita lo scorso 2 Maggio.

Nel 2019 l’indice di libertà per la stampa ha collocato l’Egitto alla posizione numero 163 su 180 Paesi analizzati.

Adesso arriva la notizia della morte del regista e fotografo egiziano Shady Habash, avvenuta in circostanze sconosciute in una prigione de Il Cairo.

Il regista di 24 anni era finito in carcere nel Marzo 2018 per il videoclip di una canzone contro il presidente Abdel Fattah al-Sisi.

Shady Habash, giovane regista egiziano, trovato senza vita in circostanze misteriose

Nessuno ha saputo fornire le precise cause della morte del giovane regista dopo il ricovero in ospedale e le dimissioni avvenute la notte del decesso.

Il suo avvocato Ahmed al-Khawaga ha riferito che le condizioni di salute del ragazzo da giorni erano peggiorate ma non ha saputo fornire altri dettagli.

Secondo quanto riporta Africa Rivista, le accuse con cui la procura egiziana lo aveva arrestato erano di diffusione di notizie false e appartenenza a un’organizzazione illegale.

Tuttavia il giovane regista si trovava rinchiuso nella prigione di Tora senza alcun processo ufficiale e il governo egiziano ha sempre taciuto sul fatto.

La rete araba per i diritti umani e l’informazione (ANHRI) ha comunicato che la morte di Habash è palesemente avvenuta per negligenza e mancanza di giustizia.

Il giovane regista è l’autore del videoclip della canzone “Balaha” del cantante Ramy Essam, divenuto celebre durante la rivolta popolare del 2011 contro l’allora presidente Mubarak.

Il filmato, nonostante la censura da parte del governo egiziano, ha avuto più di 5 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Shady Habash non è la prima vittima delle proteste contro al-Sisi: nel Settembre scorso Patrick Zaki, studente egiziano, è stato arrestato per gli stessi motivi.

E come dimenticare il ricercatore italiano Giulio Regeni, trovato morto vicino a una prigione egiziana una settimana dopo il suo rapimento avvenuto il 25 Gennaio 2016. Foto: Facebook