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Sempre più datori di lavoro preferiscono gli anziani ai giovani, ecco perché

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I giovani che si approcciano al mondo del lavoro sono tanti e i datori, al giorno d’oggi, vanno incontro a moltissime difficoltà gestionali.

La precarizzazione ha influito nell’approccio che i giovanissimi hanno con il mondo professionale: non è assolutamente facile iniziare un’esperienza lavorativa sapendo che finirà.

Il problema che hanno i datori di lavoro, soprattutto quelli delle catene di fast food, non è solamente quello dell’approccio, in quanto devono fare i conti con altri fattori.

A causa di questi motivi, sono gli operai più stagionati che stanno acquistando la fiducia di chi offre lavoro.

Giovani e meno giovani sul lavoro: le differenze

Le difficoltà incontrate con i ragazzi sono molte, partiamo da quella che incide di più sull’orario di lavoro: lo smartphone.

A differenza di una persona più matura, un giovane non riesce a finire il turno di lavoro senza controllare più e più volte il cellulare.

Le persone più anziane non hanno la necessità di dover leggere notifiche e messaggini, questo le rende più performanti durante il servizio.

Altro aspetto importante è la cosiddetta arrampicata sociale. I meno giovani non sono interessati alla carriera, ma solo a guadagnare soldi extra e a fare qualcosa che riempia la loro giornata.

Non importa fare carriera e questo, a differenza di un giovane, li rende più docili, più seri e sopratutto più liberi di affrontare la giornata lavorativa con serenità.

È proprio la serenità uno dei punti di forza degli anziani: quando si deve avere a che fare con il pubblico non ci possono essere agenti esterni che influiscano sul rapporto tra commesso e cliente.

Come riferisce Bloomberg sono svariate le catene di fast food che stanno adottando questa scelta e tra loro ci sono: Mc Donald’s e Bob Evans.

Sempre nell’articolo di Bloomberg troviamo un dato che fa riflettere: una stima prevede che in America il numero di cittadini che lavoreranno tra i 65 e i 74 anni aumenterà del 4,5% fino al 2024.

L’altra faccia della medaglia è ovviamente l’occupazione giovanile che scenderà, nello stesso periodo, dell’1,4%. Questi dati sono stati raccolti dal Boreau of Labor Statistic degli Stati Uniti.