Digita per cercare

Scienza e Ambiente

Giraffa bianca: uccisa l’ultima femmina al mondo, il cucciolo muore di fame

Condividi
giraffa bianca
loading...

Una giraffa bianca e il suo cucciolo, esemplari estremamente rari, sono stati uccisi dai bracconieri in Kenya. Il loro primo avvistamento risaliva al 2017.

Erano due esemplari meravigliosi di giraffa bianca, tra gli ultimi al mondo. Hanno ritrovato le carcasse degli animali i ranger di una riserva naturale a Garissa, in Kenya.

Furono avvistate per la prima volta nel 2017 e la notizia fece il giro del mondo per la caratteristica del manto completamente bianco.

La particolarità della giraffa bianca è la perdita parziale della pigmentazione causata da una condizione genetica chiamata leucismo.

Queste giraffe infatti, a differenza di quelle albine, continuano a produrre dei pigmenti scuri nei tessuti molli come, per esempio, gli occhi.

Purtroppo il manto così chiaro non permette loro di mimetizzarsi e le espone ai pericoli dei predatori animali e dei bracconieri.

Questa volta la loro morte è avvenuta per mano dell’uomo. Dalle analisi delle ossa risulta che la giraffa bianca femmina sia stata uccisa circa 4 mesi fa. Probabilmente il cucciolo è morto di fame dopo il decesso della madre.

La notizia più triste è che quella uccisa era l’unica giraffa bianca femmina del Kenya e molto probabilmente del mondo intero. A oggi l’unico esemplare conosciuto in vita è un maschio che si trova nella stessa riserva.

Giraffa bianca: la nota commovente dei ranger

Dopo il ritrovamento dei due animali uccisi, i ranger hanno diramato un comunicato stampa via social che riflette tutto il loro dolore: «Questo è un giorno molto triste per la comunità di Ijara e del Kenya nel suo insieme. Siamo l’unica comunità al mondo che è custode della giraffa bianca».

«La sua uccisione è un duro colpo per gli enormi passi compiuti dalla comunità per conservare specie rare e uniche, e un monito per un continuo sostegno agli sforzi di conservazione», ha dichiarato il direttore Mohammed Ahmednoor.

«Si tratta di una perdita a lungo termine, dato che gli studi e la ricerca sulla genetica, che sono stati un investimento significativo nell’area da parte dei ricercatori, sono ora andati a vuoto. Una perdita che interesserà anche il turismo, poiché la giraffa bianca rappresentava una grande spinta».