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Gismondo: «Attenzione al vaccino Moderna che arriva dagli USA» – Video

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Maria Rita Gismondo, in una interessante analisi sostenuta da dati scientifici, svela tutte le contraddizioni che hanno accompagnato questo periodo.

La direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica dell’Ospedale Sacco di Milano è tra gli esperti che sono intervenuti all’incontro organizzato da Sgarbi al Senato.

«Ci troviamo davanti a un fenomeno epocale ed è giusto che ci interroghiamo sul perché lo stiamo vivendo», ha dichiarato la Gismondo.

La dottoressa ha portato in primo piano alcuni numeri che destano preoccupazione. Cinquantaquattro suicidi e altrettanti tentati suicidi a causa della Covid che hanno reso necessario istituire un osservatorio.

Un altro aspetto è la vendita di antidepressivi salita alle stelle, denunciata dall’Ordine Nazionale Farmacisti e che tuttora non tende a diminuire.

Anche la Società Italiana di Cardiologia ha pubblicato la notizia del 30% in più di decessi da infarto per la paura del paziente infartuato di recarsi in ospedale.

«Credo che la vastità e la gravità del fenomeno si rivelerà più impattante per i suoi effetti collaterali che non per quello diretto sulla salute», ha dichiarato la dottoressa Gismondo.

Gismondo: «L’originale fenomeno del lockdown»

La dottoressa fa notare che chiunque abbia studiato infettivologia e microbiologia nei “testi sacri” ha sempre trovato indicazioni diverse rispetto a quelle del lockdown.

Come per esempio l’originale fenomeno di rinchiudere milioni di persone in casa quando invece le raccomandazioni normalmente sono quelle di stare all’aria aperta.

Maria Rita Gismondo ha evidenziato: «Dai dati pubblicati il 18 marzo dall’ISS si evinceva che su circa 3.000 cartelle, solo 12 persone erano morte solamente per Covid, senza nessun altra patologia».

Ha definito la Covid un’infezione opportunista che sopraggiunge quando l’individuo è particolarmente fragile.

Ha poi sottolineato come ancora non sia chiara l’origine del virus. «Il mio staff, con l’ISS e il CNR, ha pubblicato un lavoro dimostrando che nelle acque reflue di Milano il virus c’era già a fine novembre».

Altri punti importanti da analizzare

Maria Rita Gismondo si è poi soffermata sull’errore ricorrente di usare le parole contagiato e malato come sinonimi. «Mi auguro sia per mancanza di conoscenza infettivologica perché, se pensassi a una strumentalizzazione, sarebbe veramente molto grave».

Ha spiegato che se una persone è entrata in contatto col virus non è detto che manifesti la malattia: «Nel caso di questo virus abbiamo dimostrato che la malattia insorge solo nel 4-5% dei casi».

La dottoressa si è mostrata meravigliata dallo strano fenomeno di lockdown a cui siamo stati costretti. Ancora con i numeri alla mano ha portato l’esempio della Svezia che, pur evitando la “clausura”, è arrivata alle nostre stesse percentuali ma senza il carico delle conseguenze psicologiche.

«Intervistando i cittadini svedesi si vede che hanno aumentato la fiducia nelle istituzioni mentre noi qui stiamo assistendo a un disastro».

Ha poi dichiarato che il non eseguire le autopsie ha negato ai pazienti di essere curati prima e meglio.

Maria Rita Gismondo ha concluso parlando del discusso vaccino. «Stiamo assistendo a un’accelerazione sulle fasi di sperimentazione voluta dall’OMS e condivisa dalla Commissione Europea. Un attenzione particolare al vaccino Moderna che arriva dagli Stati Uniti e ci trasforma in OGM. Questo vaccino agisce così: inseriscono nelle nostre cellule pezzetti di RNA che codifichino il virus verso il quale saranno prodotti gli anticorpi».