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Giulietto Chiesa il giorno prima di morire: il video in cui denuncia tutto

Riportiamo le ultime parole di Giulietto Chiesa, giornalista e politico che, inconsapevolmente, ha lasciato un vero e proprio testamento: “È il momento di svegliarsi”.

“Cari amici che state guardando questa rassegna: dovremmo essere orgogliosi, perché siamo gli unici che si ricordano di Julian Assange. E invece siamo preoccupati, perché se va in porto il progetto di distruggere Assange, rinchiuderlo e punirlo per aver riportato e rivelato al mondo i fatti dei “padroni universali”, o di una parte d loro, allora vuol dire che noi tutti saremo in pericolo”.

Sono le parole di Giulietto Chiesa, che nel suo ultimo video del 25 aprile (sarebbe morto il giorno dopo) ha voluto lanciare un chiaro messaggio contro quella che ha definito una “censura di Stato”.

Giulietto Chiesa era un giornalista vero che, negli ultimi 15 anni, è diventato sempre più “scomodo”.

Le ultime parole di Giulietto Chiesa

“Saremo imbavagliati, costretti a difenderci, oscurati, minacciati, impossibilitati ad avere notizie affidabili per capire cosa succede a casa nostra e nel mondo intero. E questo non è il futuro – per quanto fin troppo prevedibile – è il presente, è quello che sta succedendo adesso”.

Giulietto critica la scelta dell’attuale Governo di aver creato una “censura di Stato” e accusa la Rai di aver fatto altrettanto, istituendo una task force contro le fake news.

“E poi ci sono i tribunali misteriosi, di gran lunga più potenti di questi cacciatori di fake news: sono Google e Facebook, che censurano senza appello quello che scriviamo sui loro social. Quando usciamo dai binari, veniamo bacchettati, puniti, colpiti, cancellati e tolti dalla circolazione”.

Per Chiesa “sono loro che manipolano le notizie e che mostrano ciò che decidono i mercati. Con i loro algoritmi cancellano tutti i ficcanaso”.

Dopo aver letto e ricordato l’art.21 della Costituzione Italiana, commenta: “Sessanta milioni di italiani sono costretti ad ascoltare un solo megafono che urla da tutti i sette canali televisivi del potere, sempre con le stesse facce. Una trentina di persone che decidono cosa devono ascoltare 60 milioni di italiani”.

“È il momento di svegliarsi”

Poi torna su Assange, spiegando che lui è il simbolo di questa situazione e che “il silenzio sul processo è la prova provata di come la censura può agire non solo raccontando bugie, ma tacendo ciò che per loro non dev’essere noto”.

Secondo Giulietto però: “Assange ci può servire anche come un invito alla riscossa, al risveglio prima che sia troppo tardi. Noi dovremmo capire che è indispensabile unire le forze, che occorre creare una risposta coordinata, un megafono alternativo capace di parlare ai cittadini che vogliono sapere per difendersi e organizzarsi”.

Quindi uno sguardo sul futuro che ci aspetta: “I mesi avvenire saranno una successione di colpi, di terremoti, di attentati alla nostra libertà. Se milioni di pecore, spaurite, ascolteranno e vedranno solo ciò che suona il pifferaio magico, allora andremo tutti in schiavitù. È il momento di svegliarsi”.

Ciao Giulietto e grazie per aver dato lustro al giornalismo, quello vero e senza bavaglio. La Redazione di Oltre tv.