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Global Compact Onu: M5s cambia idea e vota si

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global compact

Il M5S dice si al Global Compact Onu e regala l’assist perfetto alla destra. Ecco cosa scrive su Facebook Giorgia Meloni: “I grillini in pieno delirio mondialista e immigrazionista al Parlamento Europeo dicono sì al Global Compact, il patto ONU che introduce il principio della migrazione libera e senza regole: praticamente il via libera all’invasione”.

“Questo – continua la leader di Fratelli d’Italia – è solo l’ultimo della serie infinita dei voltafaccia del M5S, con l’aggravante che si schierano contro il voto del Parlamento italiano”.

E conclude: “Abbiamo fermato da soli il Global Compact qualche mese fa, siamo pronti a rifarlo qualora quei partiti sempre più distanti da ciò che pensa il popolo italiano provino a farlo rientrare dalla finestra!”.

Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration Global Compact’, altro non è che un documento condiviso da diversi Stati per arrivare a un’intesa sul tema immigrazione.

Il no al Global Compact del 2018

Nel 2018, l’allora governo giallo-verde guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, decise di non partecipare alla conferenza di Marrakesh evitando di firmare il Global compact dell’Onu.

L’altro ieri, il M5s cambia rotta e quattordici pentastellati nell’aula di Strasburgo, decidono di votare si al Global Compact. Una scelta in netto contrasto con quella fatte durante il governo precedente.

In particolare, così come spiegato in un articolo pubblicato sull’huffingtonpost, hanno votato a favore di un emendamento presentato dall’eurodeputato del Pd Pierfrancesco Majoirino e co-firmato dai Dem Andrea Cozzolino e Giuliano Pisapia.

I punti che hanno determinato quella che l’huffingtonpost definisce la “svolta” dei Cinque Stelle, tra le tante cose riguardano: la cooperazione con paesi terzi; migliorare le condizioni dei diritti umani nella gestione della migrazione e fondi per la cooperazione in materia di migrazione.

Si parla anche delle Ong sottolineando la necessità di denunciare gli attacchi contro di loro; dare sostegno alle comunità che ospitano i rifugiati e aumentare l’assistenza umanitaria per le vittime di sfollamenti forzati.