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Politica

E ora il Governo si spacca: scintille tra Pd e M5s

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Governo si spacca

Stefano Bonaccini vince in Emilia Romagna con il 51,4%; la candidata della Lega, Lucia Borgonzoni, prende il 43,7%. Una vittoria importante, che noi di Oltre.tv avevamo dato per scontata in un articolo pubblicato il 19 novembre. Ora il governo si spacca?

Bene Fratelli d’Italia che supera l’8% e malissimo il M5s che non va oltre il 5. Un dato, quest’ultimo, che potrebbe cambiare l’assetto politico all’interno del governo.

In Calabria stravince il centro destra con oltre venticinque punti di distacco sui dem e, anche in questa regione, per i pentastellati è andata molto male. Il loro candidato, Francesco Aiello, non supera neanche lo sbarramento (8%) e si ferma al 7,3.

Per il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il voto regionale non rappresenta quello nazionale ma, intanto, nel governo qualcuno inizia a fare i capricci.

Ecco come ha commentato i risultati regionali il vice segretario dem Andrea Orlando: “È giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l’asse politico del governo su molte questioni”. 

Sono alcune delle dichiarazioni rilasciate da Orlando a Circo Massimo, programma radiofonico in onda su radio Capital.

Poi, ospite a La7, rincara la dose chiedendo che il M5s metta “da parte una certa vena antipolitica e giustizialista”. Affermazioni che non sono piaciute ad alcuni esponenti grillini.

Tra i tanti, Manilo Di Stefano che consiglia al Partito Democratico “di evitare che la giusta esultanza si trasformi in bislacche fughe in avanti su ipotetiche modifiche dell’asse politico del governo”.

Il Governo si spacca? I 5s non ci stanno

Spiega le ragioni: “Primo perché siamo pagati per continuare a occuparci delle esigenze degli italiani quindi, piuttosto che parlare di potere noi preferiamo continuare a parlare di riforme da fare”.

Secondo “perché le riforme del MoVimento 5 Stelle già fatte stanno tutte dando risultati ottimi di cui andiamo fieri, quindi c’è poco da chiedere, tanto meno pretendere, di cambiare”.

Ma c’è anche un terzo punto: “Non vorrei dover ricordare a tutti che gli equilibri numerici in Parlamento non sono mutati di una virgola, tradotto, non esistono leggi che possano passare senza la nostra piena volontà”.

E addirittura un quarto in cui chiede al Pd un po’ di coerenza: “Trovo curioso che fino a ieri (con un po’ di paura magari) tutti ribadissero convintamente che le elezioni regionali non avessero influenza sul Governo e oggi (baldanzosi) abbiano cambiato idea. Suvvia, un po’ di coerenza”.

Una situazione davvero paradossale quella dei Cinque Stelle, che hanno perso punti percentuali governando con la Lega e peggiorato la situazione alleandosi con il Pd.

Nati per combattere quel sistema di cui sono alleati e che adesso può permettersi anche di dettare le condizioni per continuare a governare.

Come se non bastasse, la beffa di nominare un Presidente del Consiglio dichiaratamente di sinistra. “A riveder le stelle”… nel cielo sicuramente. Foto: YouTube