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Il guru del corallo era stato assolto ma adesso c’è un’altra vittima a Milano

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il guru del corallo

Si è auto proclamato “il guru del corallo” il quarantenne fermato ieri alle porte di Milano; la fidanzata si è lanciata dal balcone pur di sfuggire alle sue sevizie.

Ieri pomeriggio alcune persone hanno chiamato i soccorsi: alle porte di Milano una ragazza di 27 anni si era lanciata dal balcone.

Inizialmente si pensava a un gesto estremo per togliersi la vita, solo dopo un breve colloquio in ospedale è emersa la triste verità.

La ragazza si è lanciata per scampare al suo aguzzino, il fidanzato, che la seviziava da giorni, impedendole di uscire e usando violenza su di lei.

Giacomo Oldrati, alias “il guru del corallo”, è stato arrestato. Una volta identificato la sua fedina penale ha parlato per lui.

Le cronache si sono occupate di lui nel 2012, quando è stato arrestato per una serie di violenze avvenute a Bologna nei confronti dell’ex fidanzata e delle coinquiline.

Il suo soprannome aveva avuto origine lì, quando drogava le sue ragazze con pezzi di corallo sminuzzato presi dal suo acquario.

“Il guru del corallo”: le ex vittime non sono state ascoltate

A una di loro aveva addirittura  tagliato un neo che la ragazza aveva sul collo. La motivazione addotta? Quel neo conteneva tutto il male della sua famiglia.

Giacomo, affetto da un disturbo bipolare, pensava di salvare le ragazze. Nel 2018 a Bologna era stato assolto dalle accuse perché incapace di intendere e volere.

Il collegio, presieduto dal giudice Roberto Mazza, lo aveva affidato a un centro psico sociale di Milano ed era stato disposto un anno di libertà vigilata.

“Il guru del corallo” doveva essere sottoposto a controlli costanti per verificare la sua pericolosità sociale. Aveva inoltre l’obbligo di attenersi alle prescrizioni di natura terapeutica contenute nel programma di riabilitazione.

L’attuale fidanzata ha testimoniato a suo favore, dicendo che si è sempre attenuto alla lettera alle indicazioni dategli. Fino a qualche settimana fa.

La ragazza ha detto che la prima aggressione è avvenuta a marzo e a maggio ha ricevuto una testata in pieno volto.

Non ha mai denunciato gli episodi per paura di compromettere il fidanzato, per non aggravare la sua posizione legale.

Le altre vittime sono insorte, tramite i giornali, dicendo che questo dramma avrebbe potuto tranquillamente essere evitato con controlli maggiori.

Cos’ha portato a tutto questo? Perché non è stata verificata l’assunzione regolare di farmaci? I vicini non hanno notato nulla?

Sembra uno dei drammi  che si consumano in Italia quotidianamente, avvolti nel silenzio delle persone intorno.