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Imprenditore minacciava i dipendenti: ecco cosa li costringeva a fare

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imprenditore

I carabinieri del nucleo investigativo di Gorizia hanno arrestato un imprenditore di origini venezuelane a seguito di molteplici accuse.

L’imprenditore è co-titolare di un’azienda che lavora all’interno dei bacini dove Fincantieri sta realizzando navi da crociera a Monfalcone.

Sono molte le accuse nei confronti dell’uomo che lo hanno portato all’arresto e con lui anche altre sette persone sono state accusate per aver dichiarato il falso.

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Imprenditore minacciava i dipendenti

Il datore di lavoro è stato incastrato dalle intercettazioni ambientali e telefoniche che i carabinieri hanno rilevato.

Gli agenti sono stati coadiuvati dai colleghi del Nucleo dell’ispettorato del lavoro. L’inchiesta si è potuta realizzare e concretizzare grazie alla disponibilità di Fincantieri.

Costringeva i dipendenti maliani, senegalesi e gambiani, sotto minaccia di licenziamento, a restituire dalle 200 alle 400 euro mensili dei loro stipendi, in contanti.

In caso di infortunio sul lavoro, l’imprenditore li obbligava a dichiarare di essersi fatti male presso il proprio domicilio per evitare problemi all’azienda.

L’imprenditore costringeva i lavoratori a pagare corsi obbligatori di formazione sulla sicurezza nella costruzione di ponteggi dal costo di 600 euro, per poi impedire loro di frequentarli.

La denuncia è arrivata anche per il personale addetto alla formazione, per aver attestato la presenza dei dipendenti a Padova quando invece non si sono mai mossi dal cantiere.

Le forze dell’ordine hanno sequestrato circa 52 mila euro in un conto corrente presso una banca di Ancona, frutto di circa due anni di attività illecita.

Questo triste episodio purtroppo non è l’unico che interessa gli operai che lavorano in Fincantieri o per Fincantieri.

Già nel 2016 un servizio del programma televisivo Piazza Pulita denunciava il disagio di molti uomini che lavorano a Monfalcone.

Ai tempi Matteo Salvini era all’opposizione e scuoteva la testa nel sentire le interviste degli operai terzisti stranieri.

A distanza di due anni però la situazione non è cambiata, anzi gli uomini e i lavoratori continuano a essere trattati come schiavi.

Maurizio Spezia

Appassionato di sport in generale, ospite fisso su Centro Suono Sport ogni lunedì sera.
E-mail: mauriziospezia81@gmail.com