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Incendi in Siberia: la telefonata di Trump che cambia la politica mondiale?

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incendi in siberia

Le foreste di questi territori non sono nuove a episodi simili ma questa volta gli incendi in Siberia sono senza precedenti.

È ormai più di un mese che il fuoco sta devastando ampie aree della Siberia e dell’Alaska. Il fenomeno sta destando molte preoccupazioni.

Infatti gli incendi quest’anno hanno una durata molto più lunga e stanno distruggendo aree sempre più vaste.

I forti venti e le temperature elevate facilitano il diffondersi delle fiamme che hanno bruciato l’equivalente di 100mila campi da calcio, quasi 4 milioni di ettari.

Ieri Nicolai Lilin, dal suo profilo Facebook, aveva denunciato l’indifferenza della Russia su questo disastro ormai incontrollabile.

«Il governo della Federazione Russa continua a rimanere in silenzio, nella stampa e nei notiziari questa catastrofe ecologica viene sminuita», scrive lo scrittore, forse riferendosi alle parole del ministro delle Risorse naturali e dell’ambiente che aveva dichiarato: «Gli incendi sono fenomeni naturali comuni e combatterli è senza senso».

«L’amministrazione locale della regione di Krasnoyarsk continua a non voler impegnare gli uomini e i mezzi – accusa Lilin – motivando questa vergognosa e criminale decisione con il fatto che una simile operazione avrebbe costi troppo elevati».

Tutta la Siberia è in ginocchio a causa di questi incendi: «Dove siete ora, quando il nostro futuro va letteralmente in fumo?», conclude nel suo post.

Russia e Usa intervengono per risolvere gli incendi in Siberia

Ha destato non poche polemiche, anche sui social, la posizione della Russia sulla vicenda degli incendi in Siberia ma qualcosa sembra smuoversi.

Da quantopubblicato sul sito del governo russo è stato dichiarato lo stato di emergenza in almeno cinque regioni.

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato alcune unità anti-incendio dell’esercito per combattere le gigantesche fiamme.

Dieci aerei, dieci elicotteri e personale a terra per tentare di contenere le fiamme nelle regione di Kransojarsk, la più colpita.

Le fiamme si estendono rapidamente e sono tanti i villaggi abitati a rischio. Il problema principale riguarda le zone in cui è impossibile arrivare anche per i vigili del fuoco.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, notizia ripresa anche dall’Ansa, il presidente Trump avrebbe chiamato il presidente Putin per offrire aiuto in Siberia.

La solidarietà espressa da Donald Trump fa sperare in un mondo in cui si può andare oltre gli interessi economici.

La stessa agenzia del Cremlino, commentando la telefonata, considera questo passo da parte del presidente americano un segno tangibile per una possibile relazione futura tra Stati Uniti e Russia.

La speranza è che queste due potenze unite riescano a contenere e far rientrare l’emergenza in Siberia e perché no, che questa mano tesa possa realmente concretizzarsi in una futura collaborazione tra i due Paesi.

Cari amici, purtroppo la situazione in Siberia peggiora ogni ora. Oggi il territorio della foresta colpita dall'incendio ha varcato la soglia dei quattro milioni di ettari, é il doppio di quanto era altro ieri. Purtroppo le condizioni climatiche sono favorevoli allo sviluppo della tragedia, i testimoni raccontano che le raffiche del vento sono come i colpi di lanciafiamme. I gruppi locali dei vigili di fuoco e dei volontari con tutti i mezzi possibili cercano fermare l'avanzamento del fuoco, però sono troppo pochi rispetto alla dimensione del disastro. Il governo della Federazione Russa continua rimanere in silenzio, nella stampa e nei notiziari questa catastrofe ecologica viene sminuita, l'amministrazione locale della regione di Krasnoyarsk continua a non voler impegnare gli uomini e mezzi, motivando questa vergognosa e criminale decisione con il fatto che una simile operazione avrebbe costi troppo elevati. Nel frattempo il nostro Pianeta ha già perso un grosso pezzo dei propri polmoni, la qualità dell'aria che respiriamo non sarà più come prima, peggiorerà nettamente. Per rimediare a questo disastro ci vorranno più di cento anni. Io non parlo del fatto che brucia la mia casa, il luogo dove ho passato i momenti più felici della mia infanzia, luogo che mi ha insegnato molte cose sulla vita. Non parlo dei villaggi siberiani ormai inceneriti, di persone che in un attimo hanno perso tutto: le proprie abitazioni e la grande casa comune che per ogni siberiano é Taiga. Non parlo dei centinaia di migliaia di animali, uccelli, insetti, alberi e fiori arsi vivi in questo inferno causato dalla totale mancanza di rispetto degli uomini per la Madre Natura. Il silenzio dei media, degli attivisti, di tutti quelli che avevano invaso le città del Mondo per il messaggio di Greta mi devastano l'anima. Dove siete ora, quando il nostro futuro va letteralmente in fumo?

Posted by Nicolai Lilin on Wednesday, July 31, 2019