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Indagato Alberto Bianchi, uno degli uomini di Renzi, finanziava la Leopolda

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leopolda Alberto Bianchi

Mercoledì 19 settembre la guardia di finanza ha perquisito l’ufficio dell’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della società Open, che finanziava gli eventi di Renzi tra cui la Leopolda.

L’avvocato Alberto Bianchi, 65 anni, uno degli uomini più vicini a Renzi, risulta indagato per traffico di influenze illecite.

La società Open, di cui era presidente, finanziava tutti gli eventi di Matteo Renzi e tra questi anche le edizioni della Leopolda.

Lo studio Bianchi è stato perquisito alla presenza del procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco, magistrato titolare dell’inchiesta.

Leopolda e altri eventi finanziati dalle società di Alberto Bianchi

Toscano come Renzi, Bianchi dapprima fu l’avvocato dell’ex premier e poi divenne presidente della fondazione Open che sostituì la precedente Big Bang.

Dal 2012 questa società supportava e finanziava ogni iniziativa di Matteo Renzi attraverso contributi finanziari, organizzativi e di idee.

Nell’organigramma della società nomi piuttosto illustri come quello di Maria Elena Boschi segretario generale, Marco Carrai e Luca Lotti.

I nomi dei numerosi i finanziatori delle varie iniziative, tra cui la Leopolda, erano reperibili sul sito della società che però è stata chiusa l’anno scorso.

Tra i donatori: Davide Serra (circa 300 mila euro), Vincenzo Onorato (oltre 150 mila euro) e anche la British American Tobacco (110 mila euro).

In tutti questi anni la fondazione ha raccolto circa 6,7 milioni di euro. La guardia di finanza ha sequestrato bilanci ed elenco dei finanziatori.

Il sospetto è che i rapporti tra Bianchi, la fondazione e i finanziatori possano aver influenzato un giro d’affari illeciti piuttosto consistente.

L’avvocato difensore Antonio D’Avirro spiega: «L’avvocato Bianchi è indagato per una ipotesi di reato fumosa qual è il traffico di influenze per prestazioni professionali a mio avviso perfettamente legittime».

Aggiunge: «L’avvocato ha messo a disposizione degli inquirenti la documentazione richiesta nella convinzione di poter chiarire al più presto questa vicenda che lo sta profondamente amareggiando».

Spetta ora alla magistratura far luce su questa vicenda che colpisce Matteo Renzi proprio a pochi giorni dalla nascita di Italia Viva.