HomeItaliaIppocrateOrg: «Medici che hanno curato gratis 60mila malati, tutti sospesi»

IppocrateOrg: «Medici che hanno curato gratis 60mila malati, tutti sospesi»

“È stata chiusa l’assistenza di IppocrateOrg. È stata chiusa perché la maggior parte dei medici sono stati sospesi e non possono più esercitare nemmeno in telemedicina”.

Lo ha detto Mauro Rango, il presidente di IppocrateOrg, un’associazione che si occupa principalmente di ricerca, di prevenzione e di medicina personalizzata, e che fornisce un supporto organizzativo a una rete di medici qualificati che prestano consulenze a titolo gratuito alle persone che hanno necessità.

“Sono stati sospesi perché non si sono vaccinati – ha continuato – perché hanno curato più di 60mila persone a casa, lasciate sole con tachipirina e vigile attesa. Persone che non avevano nessun altro a cui rivolgersi se non un medico nostro per telefono. Questa è stata la nostra grande colpa”.

Secondo Rango: “Fino a qualche anno fa, a dei volontari che dopo il lavoro o durante il lavoro, nelle pause, chiamavano i pazienti gratuitamente e li assistevano perché erano soli e avevano bisogno di assistenza, di farmaci, a queste persone in passato sarebbe stato dato un premio”.

Il presidente di IppocrateOrg: “Non molleremo”

Oggi, invece, secondo il presidente di Ippocrate questi medici sarebbero persone perseguitate. “Noi siamo stati costretti a chiudere però abbiamo chiuso fino al 31 dicembre, perché nel frattempo stiamo cercando altri medici che siano ancora iscritti all’Ordine e che possano prendere in mano il servizio assistenza, continuando l’opera che abbiamo iniziato un anno e mezzo fa e che non intendiamo assolutamente lasciare”.

Rango ha spiegato che c’è ancora tantissima gente che continua a cercarli. “Che ha bisogno di sostegno e di aiuto perché il protocollo, sostanzialmente, rimane ancora quello di tachipirina e vigile attesa, perché spesso la gente è sola a casa e spesso ha bisogno di un medico che li aiuti”.

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Quindi ha sottolineato che non si tratta di un addio ma di un arrivederci a prestissimo: “Perché IppocrateOrg non molla e non mollerà”. Foto: YouTube