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Italiani in crisi: lo sfogo dello chef di Varese contro le misure del governo

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italiani in crisi

In questo momento non possiamo non pensare ai tanti italiani in crisi che oltre all’emergenza sanitaria stanno vivendo un vero e proprio dramma economico.

Nella provincia di Varese è una vera e propria istituzione. Vedere i suoi locali vuoti è triste anche se offre la possibilità del servizio a domicilio.

Parliamo di Maurizio Altamura, chef pugliese, diventato famoso per la sua partecipazione alla trasmissione La prova del cuoco, ai tempi ancora condotto da Antonella Clerici, e che oggi fa parte di quegli italiani in crisi che non hanno certezze per il loro futuro.

Adesso gestisce due punti vendita a Varese e solitamente i suoi locali, di specialità pugliesi e non solo, sono sempre pieni, sia per l’ottima cucina sia per la simpatia che contraddistingue il titolare.

Italiani in crisi: intervista a un ristoratore lombardo

Ciao Maurizio, grazie per la tua disponibilità. Quanti dipendenti hai nei tuoi due ristoranti? Abbiamo 22 persone che lavorano nelle due strutture.

Come stai affrontando questa situazione? Sin dall’inizio dell’epidemia abbiamo mantenuto lo stesso standard di presenze all’interno dell’azienda cercando di offrire sempre un servizio di qualità ai nostri clienti. Dopo il 6 marzo, quando c’è stato il decreto di chiusura generale, abbiamo subito una battuta di arresto pari al 90% del nostro fatturato e ci siamo visti costretti a mettere in cassa integrazione il 95% dei nostri collaboratori. Come molti altri italiani siamo entrati in crisi.

Al momento lavoriamo soltanto io, mia moglie Romana e un altro nostro collaboratore. È stata una scelta sofferta perché lasciare a casa tutti i nostri ragazzi è stato doloroso ma purtroppo necessario per due motivazioni: primo non potevamo garantire loro, e neanche a noi come proprietà, il mantenimento delle distanze di sicurezza e, secondo, non potevamo verificare gli spostamenti di tutti, di conseguenza la scelta di fermarsi.

Come affronti le spese? Per quanto tempo riuscirai a sostenerle? Fino al 15 di marzo abbiamo potuto sostenere i costi tramite i fondi che l’azienda aveva sui conti correnti ma chiaramente nessuna azienda giovane come la nostra, che ha solo 5 anni di vita, può sopportare uno stress economico così importante.

Abbiamo fatto richiesta di finanziamento alle nostre banche e ci siamo interfacciati con i nostri fornitori per sospendere momentaneamente i pagamenti. Inoltre stiamo cercando nuove forme di finanziamento. La crisi colpisce tutti gli italiani.

Fare azienda è davvero difficile, sta diventando quasi paradossale questo scenario ma la cosa più terribile è che non sappiamo quando ne verremo fuori.

Come sono aiutati gli imprenditori

Il Governo come ti aiuta, se ti aiuta? Il governo ha messo a disposizione, col Decreto Cura Italia, 25 miliardi di euro per sostenere le imprese ma per la verità alle imprese e agli italiani in crisi sono andati ben pochi spiccioli.

Ricapitolando: ha messo a disposizione una cassa integrazione straordinaria per la maggior parte delle aziende che verrà erogata dall’INPS e un credito di imposta pari al 60% per il pagamento degli affitti che sarà riaccreditato tramite F24.

Chiaramente il credito di imposta non è liquidità, cosa che in questo momento sarebbe stata necessaria. Ci tengo a dire che queste non sono azioni da intraprendere in un momento di crisi come questo perché sono minime e insoddisfacenti per sostenere le imprese e gli italiani.

Su Facebook hai fatto un video diretto al Consiglio comunale di Varese. Hai delle proposte da fare in questa situazione? In questo momento così complesso bisogna iniettare sul mercato denaro contante perché c’è stata una contrazione degli acquisti e di conseguenza non circola più denaro.

Altra cosa importante è la sospensione delle tasse per tutto l’anno 2020 e per sospensione non intendo lo spostamento a data da destinarsi ma bensì l’eliminazione totale di tutte le tasse per l’anno corrente. Questo per una semplice motivazione: avremo misure restrittive sino a settembre – ottobre e da lì alla fine dell’anno il salto è breve. Ci sarà una caduta libera dei prezzi, con scarsa domanda legata alla paura che rimarrà nelle persone. Sarà difficile ripartire.

L’altro aspetto fondamentale e che il governo dovrebbe rivedere totalmente le misure a sostegno delle imprese. Si potrebbe anche pensare ad una tassazione più bassa, a una flat tax e tante altre piccole e interessanti opportunità per far ripartire la crescita, come l’accesso al credito privilegiato con garanzia dello Stato italiano.

Piero Galparoli Luca Paris Giuseppe Pullara Vi chiedo una gentilezza. Se siete dalla parte dei cittadini portate questo mio messaggio al sindaco.

Posted by Maurizio Altamura on Tuesday, March 17, 2020