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Italiano in Bielorussia: «Lockdown e mascherine? No. Ospedali tranquilli»

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Un ascoltatore di Radio Radio in collegamento da Misk, Bielorussia, ha condiviso nel programma di Fabio Duranti la sua testimonianza sull’emergenza.

“Qui non c’è mai stato nulla – ha detto – nessun lockdown neanche limitato. C’è stato un auto-lockdown all’inizio della pandemia ma perché molta gente leggeva le notizie del mondo e aveva paura”.

Mauro, così si chiama l’intervistato, ha detto che quando ci sono stati i primi casi la gente ha avuto paura e si è chiusa in casa.

“Poi piano piano hanno ricominciato a uscire e si sono riempite le strade. Erano tutti senza mascherina. Io non ho mai portato la mascherina”.

Bielorussia: tutta un’altra storia

Mentre Mauro parlava la regia mostrava le immagini che egli stesso aveva girato e pubblicato su Facebook.

Si vedono tantissime persone che passeggiavano senza rispettare le distanze e tutti rigorosamente senza mascherina.

Durante l’intervista Mauro ha descritto una situazione completamente diversa da quella che abbiamo vissuto in Italia durante il lockdown.

“Le terapie intensive non erano al collasso e, nonostante alcuni ospedali fossero stati convertiti in reparti Covid, dopo pochi giorni tutto è tornato alla normalità”.

Poi Mauro ha raccontato che il presidente Lukashenko aveva consigliato a tutti quelli che avevano paura del virus di andare in campagna a bere vodka e coltivare la terra.

“Lì adesso come si vive? La gente ha paura?”  ha chiesto Duranti. “Con i problemi che ci sono qui – ha risposto l’intervistato – il coronavirus non se lo ricorda più nessuno”.

Il conduttore ha preso la palla al balzo per chiedere a Mauro quale fosse il suo giudizio su Lukashenko. “In questi 15 anni che sono stato qui penso che le cose le abbia fatte giuste” ha risposto Mauro.

“Poi certo – ha aggiunto – non tutti riusciamo a fare le cose giuste al 100%. Su questi ultimi tempi preferirei non esprimermi”. 

Al termine del collegamento Fabio Duranti ha citato alcune nazioni in cui il passaporto del virus sembra essere scaduto, come appunto Russia e Bielorussia. Foto: YouTube