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Nuova condanna per J&J: “Hanno trattato le donne come cavie”

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Johnson & Johnson

1350 donne australiane hanno vinto un’azione legale intentata contro la Johnson & Johnson (J&J) per i danni causati dai loro impianti pelvici a maglie.

Non è la prima volta che il colosso statunitense si trova nei guai. Questa volta a pagarne le spese sono state moltissime donne e non sono in Australia.

L’accusa era di aver fuorviato pazienti e chirurghi sui rischi degli impianti pelvici a maglie della Ethicon, di proprietà di J&J, usati per trattare l’incontinenza urinaria e il prolasso degli organi pelvici.

Le donne che hanno avviato la causa legale hanno avuto tragiche conseguenze dopo l’applicazione di questa rete: dolore cronico, sanguinamento, disagio durante i rapporti, perforamenti.

Il tribunale australiano condanna Johnson & Johnson

Il giudice Anna Katzmann ha affermato che le prove erano “schiaccianti” e che l’azienda produttrice era stata negligente nel portare sul mercato un prodotto senza prima eseguire test adeguati.

Ethicon, per il giudice, ha venduto gli impianti senza avvertire le donne della gravità dei rischi che potevano correre.

«I rischi erano noti, non insignificanti e, per stessa ammissione di Ethicon, se ne sarebbero potuti derivare gravi danni», dichiara nella sentenza.

«La valutazione post-mercato di tutti i dispositivi Ethicon è stata carente. È sceso ben al di sotto del livello di cura richiesto da un produttore ragionevolmente prudente», continua il giudice Katzmann.

Le 1350 donne che hanno preso parte all’azione legale si sono dette soddisfatte del giudizio arrivato dopo sette anni di battaglia con Johnson & Johnson.

«Hanno trattato le donne essenzialmente come cavie, hanno mentito e non hanno fatto nulla per aiutare», ha detto una delle ricorrenti, Julia Davis, fuori dal tribunale.

Dal suo canto Ethicon di J&J ha reso noto che «ritiene che la società abbia agito in modo etico e responsabile nella ricerca, sviluppo e fornitura di questi prodotti» e avrebbe preso in considerazione di ricorrere in appello.

Ma non è la prima volta che Johnson & Johnson finisce in tribunale per questo impianto pelvico a maglie. In Canada e in Europa sta affrontando altre azioni legali.

A ottobre invece ha accettato di pagare quasi 117 milioni di dollari in 41 stati degli USA e nel Distretto di Columbia per i reclami su questo prodotto.

Il giudice Katzmann ha fissato la prossima udienza, dove sarà determinata l’entità del risarcimento, per il prossimo febbraio.