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Junior Cally, il “ribelle” fallito: «Sardine tutta la vita»

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junior cally

Antonio Signore, conosciuto con lo pseudonimo di Junior Cally, ha rilasciato una lunga intervista a Leggo. Nei giorni che hanno preceduto l’inizio del Festival di Sanremo, il rapper è stato molto criticato per il testo di una vecchia canzone dal titolo “Strega”, in cui descriveva un femminicidio.

“Possono urtare la sensibilità. Ma non inneggio alla violenza” ha dichiarato Junior Cally. Per il rapper il brano non è stato capito: “Se si legge bene il testo è l’esatto contrario. Uccido il concetto. Non certo la donna. Canto che bisogna farsi rispettare con le parole che sono più forti di ogni cosa”.

Evidentemente, però, non tutti la pensano così. E non soltanto tra cittadini comuni ma anche nell’ambiente dello spettacolo. Molto critici sono stati, ad esempio, Red Ronnie e Michelle Hunziker.

Proprio ieri, su Oltre.tv, abbiamo pubblicato l’intervista alla signora Gisella Valenza, presidente dell’associazione torinese “Italia delle Donne”, che ha deciso di querelare il direttore artistico del Festival di Sanremo, Amadeus, il rapper Junior Cally e la dirigenza Rai per “istigazione alla violenza sulle donne”.

Junior Cally: un ragazzo politicamente corretto

Durante l’intervista, Antonio Signore ha parlato anche della sua vita, dei tanti che lo avevano sbeffeggiato e come questa partecipazione al settantesimo Festival della canzone italiana rappresentasse già una vittoria.

“Fino a poco tempo fa stavo a Campo de’ Fiori a lavare le vetrine con mio padre. È la rivincita di Antonio nei confronti di quelli che gli davano del fallito”.

Quando gli viene chiesto se fa uso di droghe risponde: “Qualche cannetta da ragazzo. Ma ora nulla. Non ho mai usato droghe pesanti, non sono mai stato un tossicodipendente”.

Junior Cally è un ragazzo di 28 anni e parteciperà al Festival insieme ad altri 23 big. La sua canzone, dal titolo “No grazie”, è un brano anti populista nel quale attacca esplicitamente Matteo Salvini, ma c’è spazio anche per qualche frecciatina a Matteo Renzi.

Parlando di politica, ammette di aver votato l’ultima volta per il Movimento 5 stelle ma, adesso, ha cambiato idee: “Ok. Ho votato per i cinque Stelle, ma non lo rifarei mai. Sardine tutta la vita”.

Insomma, un ribelle che tutto rappresenta meno che la ribellione e, anzi, risulta perfettamente allineato al politicamente corretto. Almeno in politica.