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Lavoro agricolo: italiani disoccupati e chiusi in casa ma arrivano i rumeni

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lavoro agricolo

L’emergenza coronavirus colpisce duramente anche il lavoro agricolo: l’Italia non trova abbastanza manodopera e la cerca in Romania.

Il lockdown nazionale ha messo in difficoltà tanti settori economici dell’Italia e tra i più colpiti c’è anche l’agricoltura.

Per poter lavorare nei campi non c’è abbastanza manodopera nonostante la proroga fino al 15 Giugno dei permessi di soggiorno dei lavoratori extracomunitari.

Lunedì prossimo il ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova incontrerà l’ambasciatore di Romania per dare una svolta al difficile momento.

Lavoro agricolo: l’Italia cerca in Romania ma non coinvolge i propri disoccupati

Secondo Italy news la Commissione europea ha dato la possibilità ai lavoratori agricoli di circolare liberamente nell’Unione Europea, proprio come i lavoratori del settore sanitario.

L’emergenza del lavoro agricolo passa attraverso il cosiddetto “corridoio verde”. Secondo il ministro Bellanova, però, questo non basta.

All’appello infatti mancano tanti lavoratori che provengono proprio dai Paesi comunitari. Solo dalla Romania in Italia arrivano circa 107 mila stagionali, un terzo di tutta la manodopera straniera.

L’iniziativa del ministro è accolta in maniera favorevole dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini che ha confermato l’importanza di quest’incontro.

Prandini ha dichiarato che è fondamentale concordare un piano di garanzia per la salute dei lavoratori per evitare che al loro rientro siano obbligati alla quarantena.

La Coldiretti inoltre ha aggiunto che se non venisse trovato rapidamente una soluzione al problema degli stagionali agricoli, il 40% di frutta e verdura non verrà raccolto.

L’incontro Italia-Romania arriva in un momento nel quale è molto vivo il dibattito sull’utilizzo dei voucher per pagare i lavoratori.

Secondo Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, in questo momento bocciare l’uso dei voucher è irrazionale poiché sarebbero la risposta immediata alla carenza di manodopera.

Il problema dei braccianti non è solo in Italia: anche in Francia e in Germania mancano all’appello numerosi stagionali e i rispettivi ministri dell’agricoltura hanno chiesto a chi è in disoccupazione di lavorare nei campi.