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Le sardine come Monti: spread, Europa e abolizione del contante

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sardine

Le sardine sono stanche della sciatteria politica, quella che odia e vive di proclami, slogan e urla. Loro sono il futuro e il passato: la gioventù ambientalista e la resistenza.

Ci hanno detto che manifestano contro l’odio e che sono apartitiche: gente perbene di cui la politica deve tener conto. Ma questo mare cosa porta di nuovo?

Se domani scendessero in piazza cento giovani con le idee chiare, con delle proposte e senza alcun “cappello” politico, ne sarei davvero felice.

E lo sarei indipendentemente dal numero di persone e dalle loro idee, mi basterebbe coglierne la novità, il desiderio di voler cambiare realmente e concretamente le cose.

Il volto nuovo dell’establishment

Ancora meglio sarebbe se decidessero di gridare il loro sdegno com’è giusto che sia a vent’anni, senza violenza ma con passione.

Paradossalmente aveva più senso il VaffaDay grillino: si illudevano di essere l’antipolitica ma almeno discutevano di proposte. Questi giovani sono invece il volto “nuovo” dell’establishment: dicono di lottare contro ciò che rappresentano.

Ieri sera, ospite a Dimartedì, c’era il fondatore di questo movimento, Mattia Santori. Ha parlato di spread, di Europa e ha benedetto la moneta elettronica. Sembrava un bambino dentro una scatola confezionata.

Non sapeva nemmeno quando e se doveva rispondere. Parlava come un qualsiasi politico del Pd. Roba vecchia, sentita da anni e che avrà entusiasmato al massimo i due Mario, Monti e Draghi.

Come se non bastasse, nel loro manifesto non vi è alcuna apertura al confronto ma, al contrario, dicono all’avversario che deve aver paura: le sardine non sono per, sono contro.

Se quel manifesto fosse stato scritto da un qualsiasi gruppetto di destra avrebbero gridato al fascismo. Ma tutto è concesso all’odio buonista.

Le sardine e la sinistra

Mentre a destra il consenso cresce inesorabile, la sinistra deve fare i conti con le molteplici divisioni interne. Partiti che nascono come funghi e correnti che destabilizzano la tenuta di un governo già traballante.

Una sinistra che esalta questa piazza e si nasconde dietro un pesciolino di cartone, meglio se colorato per camuffare quello che in realtà tutti sappiamo, e cioè che le persone in piazza sono politicamente schieratissime.

Dicono di sentirsi puri, rinnegano l’appartenenza al Pd e si tuffano in quest’oceano coscienti di fare un bagno nell’acqua torbida, ma va bene così, penseranno, almeno finché dura.

Le sardine credono di essere in mare aperto e libere di nuotare ma, in realtà, sono talmente cieche da non vedere la rete di chi le sta pescando.

Queste piazze ci hanno fatto capire che abbiamo perso tutti. Perché quando a manifestare sono giovani contro e non per, abbiamo perso, fine della storia.

Ciò che importa non è che dicano di essere apartitici e poi aprono le convention del Pd o millantino di essere contro l’odio dichiarando guerra ai populisti; puoi mentire a te stesso e a chi ti sta vicino, in politica non sarebbe nemmeno la prima volta.

Ma quando non hai la capacità e la voglia di ascoltare, allora stai andando oltre. Stai costruendo quel muro che dici di voler combattere.