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Lettera alla Procura: «Il 90% dei test sono falsi positivi»

Abbiamo ricevuto una lettera indirizzata alla Procura di Ancona. Diversi studi e anche la stessa Organizzazione Mondiale della sanità hanno posto infatti dei dubbi sulla reale affidabilità dei tamponi. 

A scriverci è Gianluca D’Agostino giornalista e sceneggiatore italiano che ha inviato la lettera per verificare la reale legittimità delle misure restrittive basate su questi test diagnostici. La pubblichiamo interamente.

«Con la presente il sottoscritto intende segnalare alla Procura della Repubblica di Ancona un problema recepito e segnalato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in data 13 gennaio 2021 con il comunicato WHO Information Notice for IVD Users 2020/05 Nucleic acid testing (NAT) technologies that use polymerase chain reaction (PCR) for detection of SARS-CoV-2.

Mediante questo comunicato l’OMS ha raccomandato agli operatori dei laboratori analisi di Europa e USA di non interpretare come positivi i risultati ottenuti con l’utilizzo della diagnostica molecolare RT-PCR.

Lettera alla Procura: gli studi a sostegno dell’illegittimità delle restrizioni

In particolare, secondo lo studio Jafaar et al quelli ottenuti con un numero di cicli superiore a 35, la probabilità che produca falsi positivi è del 97% mentre secondo lo studio Van Kampen et al pubblicato il 21 gennaio 2021, la probabilità che la diagnostica produca falsi positivi indipendentemente dal numero di cicli utilizzati è di oltre il 90%.

Per questi motivi si richiede alla Procura della Repubblica di verificare se le misure restrittive messe in atto dall’amministrazione regionale presieduta dal Dott. Acquaroli siano legittime dal punto di vista giuridico sapendo che il 90% dei test risultati positivi sono in realtà falsi positivi.

Inoltre al fine di attivare delle misure restrittive è necessario che il numero di riproduzione effettivo sia superiore a 1. Sapendo che il numero di riproduzione è direttamente proporzionale al numero dei casi giornalieri e che, al momento, sulla base dei dati prodotti dal GORES (Gruppo Regionale per le Emergenze Sanitarie) il numero dei contagi non solo è insufficiente ma “drogato” dalla fallacità diagnostica del Corman Drosten questo numero non può nemmeno lontanamente avvicinarsi a 1 che è la soglia di allerta contagio.

Segnalazioni precedenti

Il sottoscritto aveva già segnalato il problema al Presidente della Regione in data 11 febbraio 2021 ma la giunta regionale invece di prendere atto della situazione, ha elevato il livello di allarme presso la popolazione, firmando un’ordinanza con decorrenza 3 marzo che classifica la provincia di Ancona come “zona rossa”, pur sapendo che la situazione dei contagi è falsata dalla incapacità della metodologia diagnostica finanche di distinguere tra campione positivo e campione negativo perché il test molecolare RT-PCR non è in grado nemmeno di distinguere tra un frammento di rna del virus inattivo e uno in grado di riprodursi e quindi come tale contagioso.

Nel caso il Procuratore della Repubblica desideri maggiori chiarimenti sulla fallacità strutturale della metodologia diagnostica del Covid 19 e in particolare riguardo le criticità dello studio Corman-Drosten alla base di suddetta metodologia, il Dr. Kevin Corbett e il Dr. Bobby Rajesh Malhotra coautori dello studio Borger et al e che ci leggono in copia, sono a disposizione della Procura per illustrare tutte le fallacità di suddetto studio, i cui risultati sono disponibili anche al seguente indirizzo: www.cormandrostenreview.com.

È anzi grazie a suddetto studio che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso il comunicato del 13 gennaio 2021.

Augurandomi che il Procuratore della Repubblica prenda atto di tale situazione e verifichi quanto prima la rispondenza di quanto da me affermato e prenda i dovuti provvedimenti, la saluto cordialmente».