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Salute

Leucemia: ecco quali sono i 9 sintomi che dovrebbero metterci in allarme

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leucemia

La leucemia è un tumore del sangue che solitamente colpisce i globuli bianchi, i globuli rossi o le piastrine, impedendo la loro crescita e il loro normale sviluppo.

Tipologie. Interessa sia i bambini sia gli adulti e si presenta in varie forme che vengono classificate in base alla velocità con cui si manifestano o in base alla cellula di origine.

Per quanto riguarda la velocità di insorgenza si distingue in leucemia acuta e leucemia cronica: nella prima il numero di cellule tumorali aumenta velocemente e i sintomi compaiono precocemente, mentre nella seconda proliferano più lentamente.

Per quanto riguarda le cellule di origine si distingue in leucemia linfatica o leucemia mieloide: nella prima sono coinvolti i linfociti (globuli bianchi), nella seconda sono coinvolte le cellule di tipo mieloide (dalla quale hanno origine globuli rossi e piastrine).

Da queste due tipologie si possono classificare dei sottotipi così suddivisi: leucemia linfoblastica acuta (LLA) o cronica (LLC) e leucemia mieloide acuta (LMA) o cronica (LMC).

Cause. Le cause che portano allo sviluppo di questa malattia sono ancora sconosciute

Fattori di rischio. Nonostante le cause siano sconosciute qualche fattore che aumenta il rischio di sviluppare la leucemia c’è.

Tra questi troviamo: esposizione ad alte dosi di radiazioni e sostanze chimiche, trattamenti di chemioterapia o radioterapia precedenti per un altro tumore, familiarità, disordini genetici e anche il fumo di sigaretta.

Leucemia: sintomi, diagnosi e cura

Sintomi. Purtroppo i sintomi sono variabili e spesso, fortunatamente, possono ricondurre ad altre patologie meno gravi. Tra i più comuni troviamo: febbre, ingrossamento dei linfonodi di fegato e/o milza, mal di testa, dolori ossei, perdita di peso, stanchezza persistente, infezioni frequenti, sudorazione notturna eccessiva e piccole petecchie sulla cute.

Diagnosi. Per prima cosa è fondamentale una visita medica da cui poter constatare l’eventuale ingrossamento dei linfonodi e l’eventuale comparsa di altri sintomi.

Poi si procederà con l’esame del sangue che comprende l’emocromo che indicherà eventuali anomalie di globuli bianchi, rossi o piastrine.

Verrà effettuato poi un prelievo di midollo osseo per analizzare le caratteristiche delle cellule malate e un eventuale radiografia, ecografia o TC.

Cura. La terapia non è unica e dipende dal tipo di cellule colpite, dallo stadio e dal tipo di leucepia. Spesso si utilizzano terapie combinate per una maggior efficacia:

chemioterapia: vengono somministrati uno o più farmaci per bocca o per via endovenosa per uccidere le cellule malate;

– terapia a bersaglio molecolare: questa terapia è usata per la leucemia mieloide cronica e si avvale di un farmaco chiamato imatinib che blocca la proliferazione di cellule malate;

– terapia biologica: sono farmaci che aiutano il sistema immunitario a riconoscere le cellule malate controllando così la malattia;

– trapianto di cellule staminali: questo metodo permette di sostituire il midollo osseo malato con uno sano e si usa quando il paziente non risponde più alla chemioterapia;

– radioterapia e chirurgia: non sono due trattamenti definitivi e hanno un ruolo marginale nella cura della leucemia.