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Litchi, è strage in India: 31 bambini morti dopo aver mangiato questo frutto

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litchi

Una vera e propria tragedia quella che arriva dall’India dove ben 31 bambini sono morti dopo aver mangiato dei litchi.

Siamo nello stato settentrionale indiano, il Bihar. Le vittime sono più di 50 ma il dramma potrebbe essere di dimensioni catastrofiche.

Oltre una quarantina di minori infatti sono ricoverati in terapia intensiva negli ospedali dello stato con gli stessi sintomi dei deceduti.

Le vittime avevano tutte consumato un frutto esotico tipico della zona che è facilmente reperibile sugli alberi sopratutto dai ragazzini.

Mangiano litchi e poi muoiono

Il distretto è quello del Muzzafarpur dove in questo periodo dell’anno abbondano i litchi sulle piante.

Il sospetto della strage ricade su una tossina presente all’interno del frutto dato che anche negli anni scorsi ci sono stati dei ricoveri e delle vittime.

Il capo dei medici dello Sri Krishna Medical College ha dichiarato: “Stiamo facendo del nostro meglio per salvarli, il dipartimento della salute ha già emesso un avviso“.

I media locali affermano che non è la prima volta che questo frutto provoca dei decessi, cinque anni fa infatti ci furono ben 150 vittime.

Anche in Bangladesh e in Vietnam ci sono stati focolai di malattie neurologiche dovute a questo frutto.

I sintomi di questa malattia mortale sono dapprima un calo dei livelli di glucosio nel sangue che sfocia poi nei sintomi della sindrome da encefalite acuta.

La connessione tra encefalite e questo frutto è emersa nel 2017 grazie ad uno studio congiunto tra medici indiani e statunitensi.

I bambini che passavano molto tempo nei frutteti a giocare e poi saltavano i pasti serali registravano dei cali dei livelli di zucchero nel sangue che portava all’encefalite.

Tutti i bambini della zona sono stati informati di questo pericolo immediatamente dopo la pubblicazione dello studio.

Sono stati quindi incoraggiati a mangiare un pasto per mantenere il livello di zucchero nel sangue nella norma.

Nonostante queste avvertenze ancora oggi giovani e meno giovani restano vittime di questo frutto.