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Lotta al contante: ecco la priorità di mister lockdown Giuseppi e Gualtieri

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Lotta al contante giuseppe conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla di “agevolazioni per i pagamenti elettronici” schierandosi di fatto sulle posizioni di Romano Prodi sulla lotta al contante.

In un recente articolo avevamo parlato del chiodo fisso della sinistra italiana: abolire il contante e incentivare il pagamento con carte di credito.

Tra alcune dichiarazioni riportare nell’articolo anche quelle di Matteo Renzi, convinto che gli italiani nasconderebbero miliardi di euro sotto al materasso, e che bisogna trovare il modo per farceli tirare fuori. Quindi la proposta di adottare il “Voluntary disclosure”, ovvero il condono sui soldi in nero.

Oltre a Renzi anche Romani Prodi ha voluto dire la sua sull’argomento, sostenendo che siamo “enormemente spostati verso la cartamoneta rispetto alla carta d credito”. E che, per rendere quest’ultima conveniente, dobbiamo fare in modo “che costi qualcosa pagare con cartamoneta”.

Se la priorità del governo è la lotta al contante

Su questo tema la sinistra ha trovato un forte alleato nella figura del presidente del Consiglio Conte, che già nel 2019 incoraggiava le transazioni elettroniche.

“Vogliamo introdurre incentivi alla digitalizzazione per i pagamenti elettronici” ha detto durante il webinar Ey Digital Talk “Italia riparte”. “Dobbiamo assolutamente consentire l’emersione del sommerso e rafforzare l’interconnessione delle banche con i dati pubblici”.

Dello stesso avviso il ministro Gualtieri, che annovera tra le priorità del governo “la lotta al contante e il sogno di un’economia dove i pagamenti sono smaterializzati e tracciabili”.

Incentivare la moneta elettronica per abbattere l’evasione è una soluzione risolutiva? Non per tutti gli economisti. L’economista Francesco Lippi, intervistato da Il Foglio nel 2018, sosteneva che “l’idea che mettere un limite all’uso del contante serva a ostacolare l’evasione è un’idea illusoria”.

Secondo Lippi infatti “introdurre nuove norme non significa che poi le leggi vengano rispettate, e aggirarle in questo caso sarebbe molto semplice. Un gran numero di transazioni economiche nasce in situazioni illegittime e resterebbe tale anche in presenza di nuove leggi”. 

Adesso non si parla neanche più di ridurre il limite all’uso del contante ma di farlo sparire del tutto. Caro presidente Conte, e se invece di abolire il contante provassimo semplicemente a diminuire la pressione fiscale? Foto: YouTube