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Negozi cinesi e pakistani, si mette male: ecco cosa sta per fare Di Maio

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negozi cinesi e pakistani

Luigi Di Maio, dopo l’approvazione del decreto sicurezza bis, rilancia l’iniziativa riguardante il controllo sulle attività commerciali, in particolare sui negozi cinesi e pakistani.

I controlli voluti dal ministro Di Maio prendono spunto dalla “questione degli irregolari in Italia” che viene considerata un “problema che coinvolge anche il mondo imprenditoriale e del lavoro”.

Infatti secondo il ministro molti irregolari presenti in Italia lavorano in modo illegittimo in queste piccole attività poco trasparenti, specialmente in negozi cinesi e pakistani:

“Non emettono scontrini e vendono prodotti non registrati, nocivi per la salute, facendo concorrenza sleale anche alle pmi italiane e danneggiando la nostra economia”.

Negozi cinesi e pakistani: particolare attenzione

La richiesta del ministro del Lavoro Luigi Di Maio riguarda tutte le attività commerciali, ma con particolare attenzione sui negozi cinesi e pakistani. Perché?

“Diverse inchieste giornalistiche hanno testimoniato tutto ciò nel caso di attività cinesi e pakistane” questa è la ragione alla base delle sue convinzioni.

“A tal proposito, come ministro del Lavoro – continua Di Maio – invierò nei prossimi giorni una direttiva per incrementare i controlli verso queste attività. Una misura che inciderà dunque anche sulla sicurezza interna”.

Ovviamente ha commentato la recente approvazione del decreto sicurezza bis, voluto fortemente dal suo collega di agenda, il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Il decreto sicurezza è un inizio e mi auguro che in fase di riconversione il Parlamento lavori a un rafforzamento delle misure per i rimpatri dei migranti irregolari” dichiara il ministro del Lavoro.

Continua cercando di far capire la gravità della situazione: “Parliamo di centinaia di migliaia di persone non identificate che girano liberamente in Italia. Alla luce degli ultimi fatti di cronaca è opportuno che si affronti il tema seriamente e in tempi certi.”

“Sono troppi i circa 500mila irregolari in Italia – conclude Di Maio –. Bisogna lavorare sul profilo internazionale in modo più approfondito e lo faremo da squadra”.