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Di Maio su Zingaretti: «Gli hanno chiesto di Bibbiano, si è fatto una risata»

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luigi di maio

Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha rilasciato una breve intervista al sito Fanpage rispondendo ai diversi argomenti di attualità che in questo momento riempiono le prime pagine dei quotidiani.

Sul caso Bibbiano Di Maio conferma le sue recenti dichiarazioni: “Se quel sindaco fosse stato un sindaco del Movimento 5 Stelle, sarebbe stato per mesi su tutte le prime pagine”.

E continua: “Ci sono tutte le cose da accertare, ma posso dire che è agghiacciante la superficialità con cui il Partito Democratico sta trattando quel tema”.

In buona sostanza, per il Ministro dello Sviluppo Economico il caso è anche politico. Conferma la sua presenza a Bibbiano per presentare insieme al ministro Bonafede la squadra speciale per la protezione dei minori.

Poi le critiche al segretario PD: “Quando a Zingaretti chiedono cosa pensi del caso Bibbiano lui si fa una risata, almeno chiedesse scusa a nome di un suo sindaco perché in questo sistema che si è messo in piedi c’è anche un sindaco del PD”.

Il direttore di Fanpage passa a un altro degli argomenti di cui tanto si sta discutendo: il caso Moscopoli e il presunto legame Lega / fondi russi.

Dalle parole di Luigi Di Maio emerge piena fiducia nei riguardi di Salvini e il suo partito: “Se io avessi la minima impressione che la Lega avesse preso dei soldi, non starei qui”.

L’assist di Luigi Di Maio a Salvini

“Il tema è sulla forma e il rispetto istituzionale: se il Parlamento chiede di venire e riferire, a maggior ragione, se non hai nulla da temere, ci vai”. E quasi volendo mandare un assist al suo alleato dice “mettendo anche in condizione chi sta al Governo con te di poterti difendere”.

Sull’autonomia: “bene farla ma senza danneggiare il centro-sud”. Quando il discorso verte sul lavoro Di Maio incalza e rivolgendosi alla Lega risponde: “Muoviamoci sul salario minimo, perché non ci possono essere più ragazzini a due o tre euro all’ora […] nove euro lordi è il minimo di dignità per chi lavora”.

Poi attacca i sindacati: “Ho visto i sindacati opporsi a Quota cento, Reddito di cittadinanza, al Decreto Dignità, adesso al salario minimo ma sono stati zitti su Jobs Act e Legge Fornero”.

Sul caso Siri, Di Maio si prende il merito, insieme a tutto il Movimento, di averlo allontanato e aggiunge: “Pensate se fosse stato, oggi, sottosegretario ai trasporti con queste intercettazioni”.

A fine intervista risponde alle polemiche sul “mandato zero”. Il Ministro prima ricorda perché nasce la regola dei due mandati: “mettere un freno alla degenerazione di chi per 10 anni nelle istituzioni rischia di gestire troppi soldi e troppo potere”.

Poi chiarisce il perché del mandato zero “un riconoscimento ai consiglieri comunali che fanno due legislature all’opposizione”.

Conclude parlando dei navigator in Campania e lo fa chiamando in causa De Luca: “Li tiene fuori dalla porta per fare un dispetto a me e il movimento”.