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M5S in crisi, Bernardini lascia e racconta i retroscena

Dopo il voto sulla riforma del MES i deputati Fabio Bernardini, Carlo Ugo De Girolamo, Mara Lapia e Antonio Lombardo hanno lasciato il M5S.

“Con il voto positivo alla riforma del MES è morto il Movimento 5 Stelle. È stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso” ha detto Fabio Bernardini, ormai ex parlamentare dei Cinque Stelle

“Il clima è diventato talmente tossico – ha continuato – che non mi riconosco più in questa forza politica. Non basta tagliarsi lo stipendio per dimostrare di essere validi e coerenti”.

Bernardini ha detto di non riconoscersi più nel Movimento e che “i vertici del M5S si sono calati completamente le braghe pur di mantenere la propria poltrona”.

Bernardini sul M5S: “Iniziammo a fare quello che ci dicevano ossia “schiacciare il bottone””

Dopo aver raccontato il suo percorso politico da consigliere comunale del Movimento fino a diventarne parlamentare, ha accusato i vertici di non aver saputo creare una scuola di formazione che potesse aiutare gli eletti ad affrontare la nuova esperienza.

“Le uniche cose a cui pensarono i parlamentari di seconda legislatura furono le poltrone […]. Tutti si cercarono un posticino ma nessuno pensò ad organizzare il gruppo parlamentare”. I parlamentari dovevano seguire le indicazioni del delegato d’aula e limitarsi a “schiacciare il bottone”.

L’ex pentastellato ha scritto che ci fu una grande spaccatura tra i nuovi parlamentari e quelli eletti per la seconda volta. Le decisioni venivano prese da pochissime persone: “Si votava on line su Rousseau solo quando faceva comodo con quesiti che chiaramente indicavano già la risposta”.

Ha ricordato che dopo il disastro del Ponte Morandi la revoca delle concessioni autostradali non è mai avvenuta. Quindi ha fatto un elenco delle tante promesse mai mantenute.

“L’acqua pubblica è ancora chiusa nel cassetto. La riforma fiscale è inesistente. Non c’è stata una vera riforma sulla durata dei processi. La battaglia sul TAV è stata persa, così come quella su TAP e ILVA. Le 400 leggi inutili da abolire in realtà non esistevano”.

E ancora: “L’abolizione del canone RAI è un lontano ricordo così come lo è lo slogan “fuori i partiti dalla RAI. Della banca pubblica per gli investimenti chiaramente non c’è nemmeno l’ombra. Anche le spese militari per gli F-35 sono state ripristinate”.

Il colpo di grazia

Il colpo di grazie è arrivato dopo aver approvato la riforma del MES nonostante il programma del Movimento ne prevedeva lo smantellamento.

Davvero troppo per Fabio Bernardini e altri 12 colleghi che con il loro voto contrario alla riforma sono stati minacciati di espulsione ed emarginati.

In quattro hanno deciso infatti di lasciare il M5S, ecco i nomi: Carlo Ugo De Girolamo, Mara Lapia, Antonio Lombardo e appunto Fabio Bernardini.

L’aspetto forse più inquietante viene riportato alla fine del post, quando, a proposito di una parte dei soldi del loro stipendio, l’ex deputato ha scritto che veniva imposto di versarli ad un comitato privato e ad una banca privata.

“Milioni di euro che restano fermi su un conto corrente privato e non si capisce bene chi e quando dispone i bonifici. I soldi, invece, andavano utilizzati per una struttura a supporto dei territori e dei cittadini italiani”.

Recentemente è stato anche intervistato da Byoblu, confermando quanto aveva scritto e aggiungendo particolari interessanti. Di seguito il video dell’intervista.