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Prete fa cantare in chiesa: ‘Te ne fo*ti, fo*ti’. Le reazioni dei presenti – Video

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Mercogliano

Mercogliano, prete fa cantare ai suoi fedeli la canzone vincitrice di Sanremo 2019 prima della messa

Lo ammetto, ho visto fare cose assurde in Chiesa, credo però si stia davvero oltrepassando il limite. Non bastava Don Bruno con le canzoni dei ricchi e poveri, ora è la volta di Don Vitaliano.

Questo parroco di Mercogliano, provincia di Avellino, ha fatto cantare “Soldi”, ai suoi fedeli: in Chiesa! Parliamo della canzone vincitrice di Sanremo 2019, cantata da Mahmood.

Ora, tralasciando i gusti che in questo caso non hanno alcuna rilevanza, vi sembra normale cantare una canzone del genere in un luogo Sacro?

Non è soltanto una questione di testo, bensì di rispetto. Che fine ha fatto l’aspetto spirituale nella Fede Cristiana? Perché questi preti continuano ad affossare lo spirito?

L’episodio ricorda molto  quello di un altro parroco, sempre Campano ma del Vomero (Napoli) che ha fatto cantare l’inno della squadra partenopea in Chiesa… Ma lui è un grande tifoso, certo, comprensibile…

È davvero questa la Chiesa che ascolta i fedeli? È di questo che i Cattolici hanno realmente bisogno? Di canzonette? No, vi assicuro che non è così.

Il mondo Cattolico oggi è stordito, non solo per le vicende che riguardano gli abusi sessuali ma anche per gli atteggiamenti di alcuni sacerdoti che, tra le altre cose, danneggiano l’immagine di una maggioranza di preti che hanno rispetto per l’abito che indossano e il ruolo che hanno scelto di servire.

Da Mercogliano al Vaticano qualcosa dovrà cambiare

Anche il Santo Padre non è che aiuti molto. Proprio di questi giorni il suo selfie con la spilla “apriamo i porti”, che ha lasciato perplessi molti cattolici.

Ma torniamo a Don Vitaliano. Questo sacerdote di Mercogliano voleva che i ragazzi della sua parrocchia capissero il senso della canzone di Mahomood. E così ha pensato bene di fargliela cantare poco prima della Messa domenicale.

Lo ha fatto anche per rispondere alla provocazione del sacerdote che si proclamava “Sovranista” e che si trova in una cappella non troppo distante dalla sua.

La domanda è: non poteva semplicemente parlarne? Ecco perché si fa fatica a credere che sia una questione di apprendimento per i ragazzi.

Evitare polemiche è possibile. Evidentemente a qualcuno fa piacere che se ne parli. Ai Cattolici non resta che sperare in un richiamo dal Vaticano. Ecco, forse meglio pregare che tanto il richiamo non arriverà mai!