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Malta, Conte parla di “svolta”: ecco perché sembra non raccontarla giusta

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Il summit di Malta sembra aver aperto un primo confronto su quella che potremmo definire una delle questioni più importanti di questi ultimi anni: la redistribuzione dei migranti. Un argomento che preoccupa soprattutto il nostro Paese per l’inevitabile esposizione geografica.

“Non è ancora la soluzione definitiva ma sicuramente è una svolta, un significativo passo avanti”, ecco come ha definito l’incontro il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ma siamo davvero certi che si tratti di una svolta? Durante il governo giallo-verde la sinistra accusava l’ex Ministro degli Interni, Matteo Salvini, di usare le ONG per fare propaganda politica. Al contrario, Lega e destre in generale accusavano le ONG di compiere atti politici.

Al di là di delle contrapposizioni c’è un fatto oggettivo: le persone che arrivano tramite le ONG sono un numero molto limitato rispetto alle centinaia di piccole imbarcazioni che riescono a raggiungere le nostre coste.

Si tratta dei cosiddetti “sbarchi fantasma”, barchini con circa 10/15 persone a bordo che giungono autonomamente (soprattutto dalla Tunisia) e che, una volta arrivati a Lampedusa, fanno perdere le loro tracce.

Il vero problema, dunque, non riguarda i migranti sulle ONG ma quelli che decidono di arrivare in maniera autonoma nel nostro Paese. Tra l’altro, mentre per i migranti delle ONG possiamo lavorare a un’identificazione, per tutti gli altri non sapremo mai di chi si tratta.

Malta: “Redistribuzione solo sui migranti sbarcati da ONG”

Ed ecco la sorpresa che arriva dal summit di Malta: “Per adesso parliamo di navi delle ONG o altre navi. Al momento non sono contemplati gli arrivi con i barchini o i gommoni” ha dichiarato il nuovo Ministro degli Interni Luciana Lamorgese.

La “svolta”, così come la definisce il presidente Conte, vale solo per i migranti sbarcati dalle ONG. Peccato però che gli “sbarchi fantasma”, secondo quanto riportato da Il Giornale, solo in questo ultimo mese rappresentino ben l’80% degli arrivi.

Inoltre il presidente del Consiglio ha dichiarato in un’intervista di voler “garantire a tutti i cittadini italiani che non si accetteranno meccanismi che possano risultare incentivanti per nuovi arrivi”.

Ma la disponibilità a una redistribuzione dei migranti attraverso le ONG, non potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang per l’Italia?

Ora che hanno avuto il via libera, i trafficanti potrebbero approfittarne per dare ulteriori garanzie a tutti quei migranti che chiedono di raggiungere l’Europa.

Il problema più importante è comunque legato alla gestione degli “sbarchi fantasma” ovvero il maggior numero di ingressi clandestini in Italia e quindi in Europa.

Come abbiamo scritto poco sopra, la sinistra criticava Salvini perché si preoccupava di “chiudere i porti” alle ONG mentre il problema erano le piccole imbarcazioni.

E adesso che l’Europa non si sta assumendo alcuna responsabilità nei riguardi degli “sbarchi fantasma”, di quale “svolta” possiamo parlare?