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Mario Draghi presidente della Repubblica, Salvini: «Perché no?»

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mario draghi

Mario Draghi prossimo Presidente della Repubblica? La Meloni dice no ma l’idea non dispiace a Salvini: la Lega punta ai “moderati”?

“Voterebbe Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica?”, la domanda è stata rivolta a Matteo Salvini dal giornalista Mario Giordano durante l’ultima puntata di “Fuori dal coro”, programma in onda sulle reti Mediaset.

“Why not?”, perché no, ha risposto il leader del carroccio. Una risposta del tutto inaspettata e che ha creato divisione tra i militanti della Lega e non solo. Anche all’interno della colazione di centro destra non sembra esserci unità sul nome di Draghi.

A voler chiarire la sua posizione è Giorgia Meloni (FDI), che in un post su Facebook scrive: “A scanso di equivoci ribadisco: non contate sui voti di Fratelli d’Italia per l’elezione di Draghi alla presidenza della Repubblica.”

Fratelli d’Italia non voterebbe Mario Draghi

Per Fratelli d’Italia “il prossimo Presidente della Repubblica deve avere alle spalle una storia di difesa dell’economia reale e dei nostri interessi nazionali, non provenire dal mondo della grande finanza internazionale.

Anche per questo – continua la Meloni – vogliamo che il Presidente della Repubblica sia scelto direttamente dagli italiani e non tramite giochi di palazzo”.

Poi conclude: “Fratelli d’Italia sta già raccogliendo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta del Capo dello Stato”.

Diverso invece il parare del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, per il quale Mario Draghi sarebbe un ottimo Presidente della Repubblica.

Mancano ancora due anni e mezzo alle prossime elezioni ma in questi mesi sono già circolati diversi nomi tra cui quello di Romano Prodi, Giuseppe Conte e appunto, Mario Draghi.

Alcuni analisti politici, intellettuali e giornalisti, considerano questo importante passaggio come il collante che tiene unito l’attuale governo.

Ecco allora che la risposta di Salvini assumerebbe un significato diverso, tattico, provando a far capire che, pur di andare a elezioni, sarebbe disposto a votare un europeista convinto come lo è Draghi.

Ma potrebbe trattarsi anche di una risposta diplomatica o un modo intelligente per aumentare il consenso. La Lega infatti è molto forte sul fronte sovranista ma debole tra i convinti europeisti: una mossa di Salvini per provare a sfondare verso i moderati?