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Mazzorato, accuse pesanti: «Hanno ucciso migliaia di persone» – Video

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L’ex sindaco di Resana Loris Mazzorato si scaglia contro l’esecutivo, la stampa e la magistratura: “Sono state uccise migliaia di persone”.

“Quando è scoppiato il covid-19 o coronavirus i primi ricoverati subivano intubazioni con i ventilatori. Vi ricordate la mancanza di ventilatori? Ebbene, 9 su 10 morivano. Questi erano i protocolli da seguire e guai ai medici che obiettavano”.

Sono le parole di Loris Mazzorato, ex sindaco del comune di Resana in provincia di Treviso che attacca il Governo sulla gestione dell’emergenza.

“Ora quasi tutti guariscono da quando hanno cambiato i protocolli. Cosa ci fa capire questo? Che i protocolli erano sbagliati e hanno ucciso – me ne assumo la responsabilità di quello che sto dicendo – migliaia di persone”.

Loris Mazzorato sullo scudo penale: “Si vogliono tutelare”

Secondo Mazzorato “per nascondere le prove hanno obbligato medici a stare zitti e cremato le vittime, distruggendo le prove che sarebbero emerse con le autopsie. Qualche medico si è opposto e sappiamo quanti sono stati ridicolizzati ed emarginati”.

Poi parla dello scudo legale per il coronavirus che secondo l’ex sindaco di Resana “servirà a dare l’immunità a molte figure responsabili di questi crimini contro l’umanità. Vogliono tutelare medici, sanitari, apparati dirigenziali delle strutture sanitarie, si parla anche per i politici stessi”.

Parole molto forti che si aggiungono a quelle pronunciate poco dopo. Mazzorato ritiene che grosse responsabilità siano da attribuire al Capo dello Stato e al Governatore della regione Veneto. “La magistratura non ha la forza di indagare e condannare i responsabili, proprio perché di parte”.

I soldi del MES. “Non è un luogo comune ma ora con il MES arriveranno molti miliardi, tantissimi, che servono ad alimentare ulteriormente corruzione: dalla politica ai medici, dalle forze dell’ordine ai giudici e, per finire, ai mezzi di comunicazione”.

Per l’ex primo cittadini di Resana “l’Italia è il Paese con il più alto indice di penetrazione mafiosa e corruzione e si trova al 77° posto in fatto di libertà di informazione”.

E conclude: “Anche se ho ricevuto denunce e intimidazioni, io non mi arrendo. E fino a che sono vivo, lotterò per la verità e la libertà: evviva la vita!”. Foto: YouTube