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Anche i medici spagnoli rompono il silenzio: «Chiediamo la verità sul virus»

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Medici spagnoli

Il dibattito sul CoVid-19 non si placa: dopo le dichiarazioni di eminenti sanitari italiani, come Clementi, Bassetti e Zangrillo, anche medici spagnoli e tedeschi si fanno sentire.

In Spagna, il team Medicos por la verdad ha organizzato a Madrid una conferenza stampa per chiarire quale sia il loro punto di vista.

Attualmente la Spagna è il Paese europeo dove si stanno registrando numeri importanti di contagi, soprattutto nelle comunità di Catalunya e Aragòn.

Ogni giorno, nei comunicati ufficiali con i dati aggiornati, si invitano i cittadini a rispettare scrupolosamente le misure di sicurezza.

L’obiettivo del Governo è di tenere sotto controllo i brotes (focolai) per evitare un ulteriore lockdown che danneggerebbe il Paese.

Si stanno quindi effettuando moltissimi tamponi e in molte zone vige l’obbligo di portare la mascherina anche all’aperto, nonostante il caldo torrido.

In Catalunya il presidente Torra ha raccomandato ai cittadini di Barcellona di non uscire di casa, se non per motivi di urgenza o necessità.

Vista la situazione, più di 150 medici hanno deciso di rompere il silenzio durante un importante incontro per chiedere un’informazione responsabile.

Prove PCR inattendibili, rischi derivanti dall’uso delle mascherine e dal lockdown: i medici spagnoli fanno il punto della situazione

La conferenza si è tenuta sabato 25 luglio presso il Palacio de Prensa de Collao a Madrid e ha visto la partecipazione di più di 400 persone.

Presenti medici di base e sanitari, virologi, cattedratici, psicologi, scienziati e avvocati. Hanno presieduto i lavori la dottoressa Natalia Prego Cancelo, la dottoressa Maria José Martínez Albarracín e il dottor Angel Ruiz-Valdepeñas.

La dottoressa Prego Cancelo ha parlato della situazione attuale della pandemia in Spagna, precisando che non c’è più un’epidemia nella realtà clinica che giustifichi molte delle misure adottate.

Ha anche messo in guardia sull’uso delle mascherine per le persone sane, sottolineando che non ci sono prove scientifiche dei loro benefici.

La dottoressa Martínez Albarracín, professoressa di Processi Diagnostici Clinici, Immunologia e Tecniche di Laboratorio, ha analizzato in profondità il test PCR (Polymerase Chain Reaction) per Sars-Cov 2.

Dalle analisi emerge che tale virus non sia stato accuratamente isolato e sembra condividere fino all’80% del materiale genetico con altri coronavirus.

Questo dubbio isolamento del virus, unito alle caratteristiche del test PCR che amplifica solo frammenti molto piccoli di RNA, produce risultati aspecifici.

Tutto ciò porta a una grande mancanza di rigore scientifico e quindi i dati giornalieri sui nuovi contagi non possono considerarsi attendibili.

Il dottor Ruiz-Valdepeñas ha avvertito che l’isolamento di persone sane ha conseguenze molto gravi e non ci sono prove sufficienti che abbia un qualche beneficio.

Le persone sane non dovrebbero essere confinate. Invito la stampa a fornire informazioni veritiere e a non impegnarsi in terrorismo mediatico“, ha precisato.

Anche secondo il team di psicologi del gruppo, l’allontanamento sociale sta avendo ripercussioni a tutti i livelli, soprattutto sulla salute fisica e mentale dei bambini e degli anziani.

In collegamento anche il portavoce della Commissione tedesca per la ricerca sul coronavirus

In collegamento video è intervenuto anche il medico tedesco Heiko Schöning, portavoce della Commissione extraparlamentare per la ricerca sul coronavirus in Germania (ACU).

Questa Commissione è composta da professionisti della salute, medici, scienziati ed economisti e indaga sulle misure estreme adottate per il coronavirus. Ha tenuto una conferenza stampa in Germania il 7 luglio.

Schöning non è solo un medico ma anche un ufficiale in pensione dell’esercito tedesco e ha confermato quanto detto dai colleghi spagnoli.

Lo scopo della Commissione è quello di fare chiarezza in merito al CoVid-19: chiediamo la massima trasparenza e onestà riguardo alle informazioni“.

La conferenza stampa si è conclusa con 11 punti rivolti a tutte le associazioni mediche, tra i quali vi è la richiesta di fare autopsie, in quanto indispensabili.

Tutti i medici riuniti hanno anche chiesto ulteriori ricerche per chiarire la possibile interferenza tra la vaccinazione antinfluenzale stagionale e la malattia.

E hanno chiesto “per prudenza” che fino a quando questo non sarà completamente chiarito, “il Governo non dovrebbe raccomandare la vaccinazione contro l’influenza stagionale“. Foto: YouTube