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Meloni umilia Conte che ride: «Non rida, non c’è niente da ridere» – Video

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furia della meloni

La proroga dello Stato di emergenza innesca la furia di Giorgia Meloni (FDI): “Non vi daremo tregua fino a quando non restituirete agli italiani la loro libertà”.

“Non userò mezzi termini, perché a differenza di quello che ho sentito dire da molti colleghi, io penso che quello che sta accadendo qui stamattina sia gravissimo”.

Inizia con queste parole il durissimo attacco di Giorgia Meloni nei confronti del presidente del Consiglio Conte e del suo governo.

In aula si stava per procedere al voto sulla proroga dello Stato di emergenza. “Penso che questo sia il tassello di una vera e propria deriva liberticida – ha detto la Meloni – che questo governo ha messo in campo con la scusa del coronavirus”.

L’antidemocratico Orbán revoca la proroga, Conte se la tiene

Rivolgendosi poi al presidente del Consiglio, ha fatto notare che non occorre dichiarare lo Stato di emergenza per fare cose che “potrebbe fare tranquillamente con strumenti ordinari”, tipo i decreti legge. “Forse si sente così importante, così potente da poter venire qui a deridere il parlamento della Repubblica”.

Nel suo intervento Giorgia Meloni ha ricordato che non c’è nessun altro Paese europeo che abbia prorogato lo Stato di emergenza.

Tra questi ha menzionato l’Ungheria di Viktor Orbán, il premier accusato dalla sinistra di essere antidemocratico e che, a differenza del democratico Conte, ha già revocato lo Stato di emergenza da un mese fa.

“Se nessun Paese europeo ha prorogato lo Stato di emergenza, perché deve farlo l’Italia? Abbiamo una situazione sanitaria, in termini di contagio, peggiore rispetto al resto d’Europa?” ha domandato al ministro della salute Speranza.

Se fosse così, secondo la Meloni il governo avrebbe dovuto argomentarlo con dati scientifici.

La differenza tra l’Italia e gli altri Paesi europei

La differenza con gli altri Paesi, secondo la deputata di FDI, è che l’Italia è l’unica nazione ad avere un governo che “pretende di avere poteri speciali anche se non ci sono delle ragioni reali per avere tali poteri”. 

Dopo una critica al lavoro della ministra Azzolina, Giorgia Meloni parla di un aspetto importante ma poco discusso durante la votazione, quello economico.

Secondo la Meloni, una proroga dello Stato di emergenza potrebbe creare non pochi problemi al settore del turismo, allontanare gli investitori e scoraggiare gli imprenditori a ripartire.

“Quella della quale vi state occupando non è la salute degli italiani ma la salute del vostro governo, perché lo Stato di emergenza vi serve per consolidare il potere di fare quello che volete senza regole e controlli”. 

La deputata ha speso due parole sul consenso che guadagna l’esecutivo durante una situazione di pericolo. Infatti è stato dimostrato dalla sociologia che la paura di un nemico (come un virus) accresce la fiducia del popolo verso le istituzioni, percepite come l’unica salvezza.

“Ma se fosse un consenso reale e non indotto, probabilmente avreste il coraggio di andare a elezioni invece di stare abbarbicati alla poltrona a tentare di cucirvi addosso un’altra legge elettorale, per poter fare il governo anche se perdete le elezioni. Sapete che è la paura che lo genera, e non volete rinunciare a questo vantaggio”.

Il lavoro del governo durante il lockdown

Poi l’affondo sull’operato del governo durante il lockdown: “Avete usato i poteri straordinari per fare 300 nomine pubbliche, per sistemare qualche altro compagno di classe dei ministri del governo. Li avete usati per mettere nei decreti Rilancio e Cura Italia cose che non c’entravano nulla con la pandemia” e cita la proroga della concessione aeroportuale di Fiumicino ai Benetton.

“E cosa c’entrano quattro milioni di euro per combattere l’omofobia? Adesso il Covid aumenta i casi di intolleranza verso gli orientamenti sessuali? Siamo seri, non mi pare esistano evidenze scientifiche di questo tipo”.

Molto critica anche verso la task force contro le fake news: “Una serie di esperti nominati per dirci che le verità che racconta chi si permette di contestare il governo sono delle menzogne e le menzogne che racconta il governo invece sono verità”.

Quindi la sanatoria degli immigrati presente nel decreto rilancio: “Perché pensavamo di risanare l’economia regolarizzando centinaia di migliaia di immigrati? Sono queste le cose che ci sta chiedendo di poter continuare a fare?”

La furia delle Meloni: “Non rida, non c’è niente da ridere”

Al termine dell’intervento Giorgia Meloni alza i toni: “Con quale faccia avete multato i commercianti che scendevano in piazza chiedendo aiuto in modo composto? Con quale faccia chiudete le attività di chi non mantiene il distanziamento? Con quale faccia rincorrevate la gente con i droni sulle spiagge, e oggi consentite a migliaia di immigrati clandestini di entrare sul territorio italiano violando i nostri confini e poi di violare la quarantena, andando a zonzo anche quando sono contagiati?”

E ancora: “Ci dite che diavolo state facendo? Abbiamo fatto sacrifici enormi per limitare il contagio, abbiamo condannato a morte decine di migliaia di attività, rischiamo milioni di disoccupati e non renderemo tutto vano per la vostra furia immigrazionista!”

A questo punto il presidente del Consiglio, non inquadrato dalle telecamere, dovrebbe aver riso o almeno accennato un sorriso, perché la deputata di FDI commenta: “Non rida, perché non c’è niente da ridere, non c’è niente da ridere”.

Poi conclude: “Noi voteremo contro e non vi daremo tregua fino a quando non restituirete agli italiani la loro libertà”. Ovazione da parte dell’opposizione. Foto: Facebook