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Memoir: il libro dell’attore-chitarrista della E Street Band Steven Van Zandt

Steven Van Zandt è uno di quei nomi che non hanno certo bisogno di presentazioni per i veri appassionati di musica rock americana, ma anche i veri patiti di serie tv associano facilmente il nome al suo volto, visto che è stato tra gli interpreti della serie cult The Sopranos, prodotta da HBO e andata in onda dal 1999 al 2007. Durante lo scorso settembre il musicista, attore e conduttore radiofonico ha pubblicato la sua autobiografia dal titoloUnrequieted Infatuations, pubblicato nell’edizione italiana dalla casa editrice Il Castello, con il titolo Memoir: la mia odissea tra rock e passioni non corrisposte.

Per chi non fosse molto addentrato nella musica americana, vi basti sapere che Steven Van Zandt è il chitarrista della E Street Band, gruppo che accompagna sia in studio che dal vivo il grande cantautore statunitense Bruce Springsteen. Van Zandt che nella band ricopre il ruolo di chitarrista ritmico oltre ad aver suonato nel best seller Born In The Usa, ha co-prodotto assieme a Springsteen uno dei suoi album più importanti: The River del 1980.

La seconda carriera di Steven Van Zandt

Conosciuto in Italia dagli appassionati di musica per aver partecipato a trasmissioni televisive dedicate al rock, l’artista di origini calabresi (i nonni si chiamavano Lento e provenivano da Lamezia Terme) durante la fine degli anni novanta venne contattato dal produttore televisivo David Chase, il quale gli propose di partecipare nelle vesti di attore protagonista a una serie televisiva ambientata nel New Jersey, suo Stato natale, dove avrebbe dovuto interpretare le vesti di un mafioso che si occupa di rifiuti e dei suoi affari illeciti.

Come sappiamo non fu lui a vestire i panni del protagonista delle serie, Tony Soprano, bensì l’attore James Gandolfini. Per Van Zandt lo showrunner David Chase, scriverà però il ruolo di Silvio Dante, appositamente per averlo nel cast di quella che sarà una delle serie di maggior successo dell’epoca e probabilmente ancora oggi una delle migliori dieci di sempre. Il successo televisivo però non si interrompe dopo che la serie prodotta da HBO verrà cancellata dopo otto anni e ben sei stagioni.

Lilyhammer: dalla Norvegia con furore

Un giorno due scrittori e produttori norvegesi bussarono alla porta del chitarrista e attore italoamericano. Gli proponevano di interpretare il ruolo di protagonista in una serie televisiva ambientata appunto in Norvegia, dove Steven avrebbe interpretato il ruolo di un malavitoso che per sfuggire ai suoi nemici deve abbandonare New York e trasferirsi proprio a Lillehammer. Un progetto che potrebbe apparire anomalo se non bizzarro. Invece la serie prodotta da Netflix, ebbe un grande successo in quanto venne prodotta proprio quando il canale di streaming video stava muovendo i suoi primi passi.

Fu proprio Ted Sarandos, boss di Netflix a decidere di puntare su questo progetto. Nella sua autobiografia Van Zandt ripercorre questa storia a ritroso, dove definisce Netflix come una società sconosciuta che aveva appena chiuso un accordo per realizzare una serie tv con Kevin Spacey, basata su un format britannico a tema politico. Naturalmente la serie tv è House of Cards, mentre Netflix fece tanta strada rispetto a quando era definita una delle tante catene di video noleggio stile Blockbuster. Nel libro Van Zandt parla di un nuovo sistema di streaming per la messa in onda dei programmi, direttamente tramite internet.

Conclusioni sul libro Memoir di Steven Van Zandt

Tralasciando gli aspetti più legati alla musica, suonata dal vivo e prodotta in studio dal chitarrista statunitense, Memoir è un libro molto interessante, perché racconta in modo dettagliato dello stile di vita di un ragazzo cresciuto nel New Jersey, che proprio come il suo Boss musicale, Bruce Springsteen, seppe farsi strada, potendo contare solo sui propri mezzi. Van Zandt è un personaggio incredibile, che si autodefinisce un giocatore d’azzardo e un frequentatore di Las Vegas, nonché uno dei membri del Rat Pack in chiave rock and roll.

Le citazioni al circuito dei casino live aams sono frequenti visto che il musicista ha iniziato la sua carriera da professionista suonando la chitarra con le vecchie glorie del passato del soul, del rock and roll e dell’r’n’b. Del resto anche la Florida e Atlantic City sono note per le loro sale da gioco, dove molto spesso durante gli anni settanta si esibivano cantanti e musicisti conosciuti al grande pubblico, che avevano avuto successo in passato. Lo spaccato di vita in stile rock and roll è divertente e molto ironico, un po’ come aveva già fatto in passato un altro grande chitarrista rock come Keith Richards dei Rolling Stones.