Digita per cercare

Italia

Incidenti metro, Taverna: «Ci danno dei complottisti ma abbiamo ragione»

Condividi
taverna

Fascette da ferramenta per aggiustare le scale mobili della metro, la procura di Roma indaga 12 persone. Paola Taverna difende il Movimento.

Ricorderete quando il 21 marzo 2019 crollarono le scale mobili della stazione metro Barberini di Roma, creando il panico tra le persone.

La stazione venne ovviamente chiusa e sottoposta a perizia tecnica. Ebbene, si è scoperto che le riparazioni al sistema dei freni sarebbero state effettuate con fascette metalliche stringitubo.

Un tipo di manutenzione che, secondo gli inquirenti: “Potrebbe aver inciso in senso negativo sul corretto funzionamento degli impianti”. In sostanza, non solo non riparavano il danno ma peggioravano la situazione.

Metro Barberini, il post di Paola Taverna

La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati 12 persone tra cui responsabili della ditta di manutenzione Metroroma s.r.l. e dirigenti Atac.

Quello delle scale mobili di Roma è ancora un tema di grande attualità. Altri accertamenti sono stati effettuati nella stazione Repubblica per il crollo del 23 ottobre in cui rimasero feriti una ventina di tifosi del Cska Mosca.

Ti potrebbe interessare anche: Flat Tax, farebbe risparmiare 3.600 euro a famiglia. M5s: “Non si può fare”

Nel crollo del 21 marzo nessuno riportò ferite e, considerando il grande flusso di persone in metro, è stata una grossa fortuna. Poteva infatti andare molto peggio e proprio per questo la scoperta di questa perizia lascia tutti senza parole.

Legittime le reazioni del M5S in difesa della Raggi. Ecco cosa ha scritto Paola Taverna nella sua pagina Facebook: “Invece di sostituire i pezzi delle scale mobili, mettevano delle fascette. Questo diminuiva ancora di più la sicurezza e la durata del funzionamento delle scale”.

Poi sottolinea il pericolo di incidenti: “Quindi altre manutenzioni, altri soldi buttati, e quel che è peggio è l’aumento del rischio di incidenti come quello avvenuto proprio alla stazione metro di Barberini con feriti e morti scampati”.

E conclude: “Come al solito, quando denunciamo un fatto, un’anomalia nel sistema, puntualmente ci dicono che siamo complottisti, che facciamo del vittimismo, e ogni volta puntualmente i fatti ci danno ragione”: